Il Comitato dell'ospedale: "Piccolo manuale per Amministratori incompetenti fase 2"

comitato cittadino per la difesa ospedale di Senigallia 3' di lettura Senigallia 15/01/2021 - Il “manuale” pubblicato giorni fa propone, tra i vari punti, continui cambi di personale infermieristico affidato alla struttura: cosi facendo l’impiego di personale meno esperto, e da dover essere formato ogni volta, non fa altro che rallentare l’erogazione delle prestazioni ambulatoriali ed allungare conseguentemente le liste d’attesa.

Perchè c’è di più: alla solita “mala gestione sanitaria” si aggiunge l’enorme spreco di denaro pubblico: il “progetto ospedale territorio” (quello fortemente voluto dall’ex candidato sindaco). Costo: “fino a” 84 mila euro all’anno: di quale Reparto parliamo? “E la domanda nasce spontanea” (come diceva una vecchia trasmissione che tanti anni fa segnalava, tra l’altro, gli sprechi che si perpetravano nelle amministrazioni pubbliche): ma un progetto con “finalità chirurgiche”, in una unità operativa con una sala operatoria chiusa da tempo (e mai riaperta, neanche quando sarebbe stato possibile, come avvenuto per le altre chirurgie) dagli stessi “amministratori sanitari” (direzione medica compresa) che hanno avvallato il “progetto”, che significato ha? Qual è l’utilità per la popolazione?

Mah ... Così 3 medici specialisti convenzionati (“territoriali”) anziché essere impegnati negli ambulatori del territorio per fornire prestazioni ambulatoriali e ridurre le liste d’attesa si ritrovano in ospedale, per quasi un anno, nelle condizioni di non poter lavorare (senza sala operatoria e senza personale infermieristico di supporto, senza spazi idonei e sufficienti). Risultato: meno visite specialistiche sul territorio ,aumento vertiginoso delle liste d’attesa per la specialità, continui viaggi “della speranza” dei pazienti marchigiani, in particolare del distretto senigalliese, in cerca di prestazioni specialistiche. Ma c’è anche di peggio se poi pensiamo che il più unico che raro “progetto ospedale territorio” (quello che impegna gli specialisti “territoriali” anziché sul territorio in ospedale) costa fino a 84 mila euro all’anno: con una cifra minore l’azienda potrebbe assumere almeno altri due infermieri (permettendo all’Unità Operativa finalmente di riprendere a lavorare a regime raddoppiando o finanche triplicando le prestazioni erogate). E’ evidente la totale assurdità di una organizzazione simile, imposta evidentemente dall’alto, ereditata dalla precedente amministrazione politica regionale e locale.

E’ chiaro che vi sia da tempo un progetto, deciso evidentemente fuori dalla nostra cittadina (ad Ancona? A Fabriano?), per NON far lavorare l’Otorinolaringoiatria a Senigallia, costi quel che costi. Resta totalmente incomprensibile il tentativo di chiudere una struttura che, quando messa nelle condizioni di lavorare, ha sempre fatto numeri di assoluto rispetto erogando prestazioni sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo di assoluta eccellenza. Recuperare una propria autonomia gestionale con l’individuazione di un medico responsabile e l’assegnazione di un budget economico non soggetto ad approvazioni o a sudditanze con l’Unita Operativa di Area vasta 2 di riferimento, generalmente situata a Jesi e/o Fabriano. Questo chiediamo, come Comitato, al Dr. Guidi, Direttore di AV2 ed alla Dr.ssa Storti, direttore ASUR e in particolare all’Ass. Regionale Saltamartini.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-01-2021 alle 18:22 sul giornale del 16 gennaio 2021 - 378 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, ospedale, senigallia, Comitato Cittadino per la difesa Ospedale Senigallia, comunicato stampa

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