Sebastianelli (PDF): "Solidarietà a Latini dal Popolo della Famiglia, l'aborto non è mai stato un diritto"

3' di lettura Senigallia 05/12/2020 - "Esprimo la solidarietà del Popolo della Famiglia all'assessore Latini." Questo ha dichiarato Fabio Sebastianelli, coordinatore regionale del Popolo della Famiglia, commentando gli attacchi di esponenti dell'opposizione regionale ma anche del governo all'assessore Latini.

"Con tutto il rispetto, consiglio -continua Sebastianelli- all'on. Boldrini e all'on Morani, se non di studiarsi, almeno di (ri) leggersi la legge 194.
Stesso consiglio anche a tutti quelli che citano questa legge per sentito dire.
Non esiste, in tale legge, alcun articolo che parli di autodeterminazione o di libertà delle donne. Al contrario già l'articolo 1 specifica bene che lo Stato tutela la vita e che la legge 194 non è una legge per il controllo delle nascite.
Aggiungo che se la legge venisse applicata alla lettera gli aborti diminuirebbero in maniera considerevole visto che prevede, prima di tutto, la rimozione di qualsiasi causa che possa portare la donna a tale atto. Volendo riassumere in poche parole, l'aborto è considerato dalla 194, non un diritto ma come extrema ratio".

"Parliamo poi della minaccia alla salute citata dall'on. Boldrini: in che modo intenderebbe tutelare la salute delle donne? Permettendo loro di assumere la RU486, un farmaco 10 volte più pericoloso dell'aborto chirurgico? Un farmaco poi che nel 40% dei casi non porta a termine l'aborto nello stesso giorno costringendo gli ospedali al ricovero (a volte evitato per espressa rinuncia della donna che rischia però, in questo modo, di abortire in casa senza assistenza sanitaria) e quindi oltre che più pericoloso anche più costoso dell'aborto chirurgico che avviene, di norma, in una giornata?

Visto che ci siamo, aggiungo alcune considerazioni anche sulla pillola dei 5 giorni dopo: parliamo delle minorenni ( anche se il discorso è ovviamente più ampio). Per legge non possono acquistare sigarette, alcolici e ( questo vale anche per gli adulti) senza ricetta nemmeno la tachipirina 1000 o un farmaco salva vita come ventolin.

Però possono acquistare, senza ricetta in farmacia, una pasticca più pericolosa della pillola anticoncezionale, per la quale invece (verrebbe da dire a questo punto paradossalmente) serve la ricetta medica. Una pasticca che stravolgerà il loro organismo mettendo a rischio anche la loro salute, oltretutto senza nemmeno avvisare i genitori che, per legge, sono i tutori legali della ragazza fino alla maggiore età. Alla faccia della patria potestà e del rispetto, che dalla "lobby" cui appartengono le onorevoli è sventolato, a quanto pare, solo in riferimento alle idee e argomenti che fanno comodo a loro.

Oltre alla solidarietà -conclude Sebastianelli- rivolgo un invito all'assessore Latini: continui a battersi per difendere la vera libertà delle donne, perché dover "scegliere" di abortire, invece di far nascere il figlio, per non perdere il lavoro non è vera libertà! Togliere loro il diritto di essere madri, non è vera libertà!

Un'ultima domanda invece alle paladine dei "diritti": Dove sta la vostra indignazione quando due donne economicamente deboli cedono il loro corpo e spesso la loro salute (una vendendo un ovulo e l'altra affittando il suo utero) a una coppia (etero o gay è indifferente) di persone ricche che alla fine strapperanno ad una di loro il bambino che ha portato in grembo per nove mesi?
I loro diritti e quelli del bambino non contano?"






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-12-2020 alle 11:35 sul giornale del 07 dicembre 2020 - 462 letture

In questo articolo si parla di politica, redazione, il popolo della famiglia, comunicato stampa

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