Dall'etica alla sicurezza: l'Intelligenza Artificiale al centro dell'incontro organizzato a Roma dall'ANORC

5' di lettura Senigallia 27/11/2020 - Una giornata di approfondimento sui temi legati all'applicazione dell'Intelligenza Artificiale in ambito sanitario. Con una serie di interventi di esperti moderati dalla Vice presidente di ANORC Professioni (dal 2007 l'ANORC, Associazione Nazionale Operatori e Responsabili Custodia di contenuti digitali, è il riferimento nazionale per le aziende e i professionisti impegnati nel campo della digitalizzazione e protezione del patrimonio informativo e documentale in ambito pubblico e privato), Sarah Ungaro. Per offrire un quadro completo del fenomeno.

Dalle iniziative in essere per lo sviluppo della IA in Italia alle linee guida etiche indicate dall'UE, dai princìpi di machine learning alle questioni legate alla protezione dei dati personali, alla sicurezza dei dispositivi (come i robot per la chirurgia) e il flusso di dati che essi generano. Infine, gli aspetti legali inerenti alla funzione di controllo dei sistemi e i possibili scenari in caso di errore. Questo e' stato il webinar "L'Intelligenza Artificiale a servizio della Sanita'', andato ultimamante in streaming sul canale YouTube di Anorc.

Prima ad intervenire - informa un comunicato ufficiale degli organizzatori - Enrica Massella Ducci Teri, responsabile Servizio Gestione Ecosistemi Area Trasformazione Digitale presso AgID, sul tema del fascicolo elettronico sanitario e delle regole di interoperabilita'. "Il lavoro che e' stato fatto finora- ha detto- ha portato a realizzare l'infrastruttura nazionale e a far si' che tutte le Regioni si siano dotate del fascicolo sanitario elettronico: che e' stato sviluppato coerentemente secondo regole di interoperabilita' comuni... anche grazie al decreto rilancio che ha previsto proprio una serie di misure per agevolare l'attivazione e la diffusione del fascicolo elettronico sanitario: fascicolo, ricordiamo, di cui da tempo si occupa anzitutto una spcifica normativa europea.

Il fascicolo - ha aggiunto la Ducci Teri - sta rappresentando il punto di convergenza di una grande ricchezza di informazioni. Ma occorre passare dalla logica del documento alla logica del dato. Da sempre si e' lavorato affinche' questa enorme mole di dati che via via sta crescendo possa poi essere messa a disposizione dello stesso sistema sanitario nazionale, ma soprattutto del mondo della ricerca. Riguardo alla sicurezza dei dati- ha proseguito - in tutte le iniziative che vengono portate avanti c'e' il costante raccordo con il Garante della Privacy, perche' la sicurezza informatica e' da sempre il punto di attenzione massimo. Ora e' necessaria la standardizzazione dei documenti secondo il formato che e' stato stabilito a livello europeo. È importante che il fascicolo rivesta un ruolo centrale, in quanto e' il punto unico di accesso alle informazioni critiche dell'assistito e puo' servire ad arrivare a cure sempre piu' personalizzate, soprattutto per i pazienti cronici (questo, osserviamo, in linea con quel processo di sviluppo della medicina "Personalizzata" ormai tendenza ineludibile della moderna "ars medica"). Quindi non deve essere un mero contenitore di dati, ma un' infrastruttura di servizio".

Il medico e ricercatore, esperto indipendente dell'osservatorio Software As Medical Device realizzato da ministero della Salute e ISS, Sergio Pillon, nell'intervento successivo ha testimoniato proprio l'efficacia della condivisione dei dati, raccontando che "con il Cnr abbiamo provato a processare con IA le Tac e le risonanze fatte in Pronto Soccorso per altri motivi, provando ad estrarre informazioni relative alla diagnostica precoce di un carcinoma del polmone,...". La ricerca ha portato a concludere che "un servizio di rete messo a disposizione delle aziende ospedaliere consente fattivamente la possibilita' di una diagnosi precoce". Ma il problema numero uno sul fascicolo elettronico sanitario, secondo Pillon, e' la "computabilita' dei dati che si raccolgono, che devono essere analizzabili attraverso meccanismi di machine learning. Un'altra fonte importantissima di dati- ha aggiunto- non e' contenuta nell'alveo prettamente sanitario. I dati sanitari sono la punta dell'iceberg, a noi medici interessa quello che c'e' sotto e Google e Apple lo sanno molto meglio di noi". Si tratta di quei dati provenienti dai dispositivi che indossiamo, i cosiddetti "wearable" (con questo termine si fa riferimento a un ampio ventaglio di dispositivi intelligenti che possono esser collegati ad altri dispositivi elettronici come smartphone, wireless o tramite tecnologia Bluetooth, permettendo non solo il rilevamento ma anche l'immagazzinamento di dati); ai quali, secondo Pllon sarebbe utile avere accesso a scopi sanitari.

Stefano Quintarelli, del Comitato scientifico copernicano e membro del Gruppo di Esperti di alto livello della Commissione Europea, ha posto l'attenzione sulla funzione predittiva dell'IA. 'L'intelligenza artificiale e', in sostanza, "un modo diverso di fare software reso attuale dalla potenza di calcolo - haprecisato Quintarelli- che consente di affrontare problemi nuovi di percezione e classificazione basandosi sull'estrazione di correlazioni tra i dati osservati nella realta' per fare delle previsioni'. Trattandosi di un sistema statistico, tuttavia, e' per definizione soggetto all'errore, che e' fisiologico, e pertanto non deve scoraggiare dall'utilizzare le tecnologie. "Chi utilizza questi strumenti- ha detto- deve essere consapevole che questi meccanismi sbagliano, anche se poco". Ci dovrà essere sempre un medico, dunque, in carne ed ossa, a confermare la validita' dei dati.E proprio questa, osserviamo, resterà sempre una delle frontiere ineludibili, la "Nuova-vecchia frontiera". diremmo, dell' intelligenza artificiale Se molte funzioni operative di tanti sistemi, dai piu' semplici ai piu' complessi, dal trasporto delle pietanze ai clienti seduti al tavolo di un ristorante mediante robot al comando di un'astronave (ricordate la profetica "Odissea nello spazio", di Kubrick, 1968?), possono e potranno sempre piu', in futuro, essere tranquillamente affidate all'intelligenza artificiale, le decisioni di base dovrà essere sempre l'uomo a prenderle.


di Fabrizio Federici
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Questo è un articolo pubblicato il 27-11-2020 alle 09:35 sul giornale del 28 novembre 2020 - 330 letture

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