Camerino: Il ricordo di Maradona e di quell'estate del 1990 quando l'Argentina venne in ritiro a Camerino

5' di lettura Senigallia 26/11/2020 - A seguito della scomparsa di Diego Armando Maradona, nel maceratese il ricordo è andato subito al ritiro del Napoli nel 1985 tra Villa Quiete e l'Helvia Recina e a quell’estate del 1990 quando l’Argentina venne in ritiro pre-mondiale per alcuni giorni a Camerino.

I tanti tifosi arrivati da ogni parte delle Marche e fuori allo stadio universitario di Le Calvie per un’amichevole con una formazione mista del Camerino e di altri giocatori della zona contro gli uomini di mister Bilardo, non hanno potuto quel giorno cantare “Ho visto Maradona” perché “El Pibe de Oro” quel giorno non c’era, in quanto era ancora impegnato in campionato con il Napoli, tanto che alla festa scudetto alcuni camerti accompagnarono dirigenti e tecnici a Napoli ad assistere alla partita.

Quel giorno la scena a Maradona la rubò un certo Giampiero Riommi, che in diverse fasi della gara ridicolizzò il portierone Goycochea (che poi parò ben 4 rigori all’Italia nella semifinale dei Mondiali Italia ’90 e porto l’Argentina alla sfortunata finale persa di misura con la Germania) e fece innervosire con le sue giocate difensori del calibro di Batista e Giusti. Apparte questo piccolo aneddoto per quello che è stato il “Maradona del Camerino”, in quei giorni l’Argentina con Valdano e soci entrò nei cuori di tanti appassionati e quella finale con i biancoazzurri sudamericani falcidiati da infortuni e squalifiche diventò la nazionale vista per 8/11 a Camerino. Nazionale argentina che per l'occasione venne ospitata all'hotel camerte I Duchi.

A Camerino solo il compianto giornalista Luigi Avi, allora corrispondente de “Il Messaggero”, ebbe l’opportunità di avvicinare Maradona e lo fece nel ritiro del Napoli tra Villa Quiete e l’Helvia Recina, nel precedente agosto del 1985. In rare occasioni, per lavoro, Luigi Avi detto “Gigetto” è riuscito ed ha avuto la fortuna di parlarci anche se per pochi attimi. Sappiamo di un duetto fra i due. Durante un allenamento, gli inviati de Il Messaggero Luigi Avi giornalista e il fotografo Pietro Baldoni detto “Briscoletta” erano incaricati di un servizio fotografico. Da bordo campo Avi lo ha ripetutamente chiamato per farlo voltare, El Pibe ad un certo punto si girò e lo invitò in lingua spagnola, chiamandolo “El Mensajero”, a non aver fretta.

Chi invece ha avuto modo di seguire Maradona nel ritiro col Napoli e la nazionale Argentina nel pre-ritiro di Camerino, è stato il direttore della redazione de “Il Messaggero” di Macerata, Maurizio Verdenelli, al quale abbiamo chiesto di ricordarci la figura del Pibe de oro.

Direttore Verdenelli, che ricordo ha di Maradona, sia come personaggio che come giocatore e che ricordo ha invece di quel pre-ritiro dell'Argentina?
“Maradona, quando venni a Le Calvie con il fotoreporter Pietro Baldoni, ancora non si era aggregato alla squadra allungando (come da inveterata propria 'tradizione') le ferie estive. Per lui fui testimone di una spassosa beffa ai fatti di Pietro, ordita dal carissimo Luigi Avi e da altri colleghi con la sorridente complicità di Carlos Bilardo, detto “el nason”, selezionatore della nazionale argentina. Luigi, che 5 anni prima a Macerata era stato testimone di una lite tra Baldoni e Maradona, istruì bene l'amico Bilardo. Che simulando di aver ricevuto un telegramma in proposito da Diego, presentava le sue scuse ex post al fotoreporter. Che sulle prime ci cadde, ma rapidamente s'accorse della beffa, e tentò di raggiungere Gigetto per vendicarsi all'istante, inanellando giri su giri a Le Calvie. Per fortuna del caro Avi, non lo raggiunse!”

In quei giorni di allenamento del Napoli di Maradona all'Helvia Recina ci sono stati aneddoti particolari che ricordi del fenomeno argentino?
“Dopo la conferenza stampa di mister Bianchi con cui si annunciava il forfait in campo di Maradona, per ritardo di preparazione, alla amichevole Maceratese-Napoli, il ds Nascimbeni si alterò molto. L'assenza del Pibe de oro avrebbe influito sull'incasso da cui dipendeva l'unico introito della Maceratese, cui erano demandate le spese del soggiorno maceratese del Napoli. Allora si penso di sbarrare gli allenamenti, a cui partecipava Maradona, riservando l'ingresso a chi avesse prenotato il biglietto del match a conclusione della preparazione (10 giorni dopo). Ricordo poi la lite tra Diego e il direttore dell’hotel Villa Quiete, dove alloggiava il Napoli, che rifiutò al campione il servizio al tavolo al cagnolino, un barboncino bianco, della fidanzata Claudia Villafane”.

Un suo giudizio anche da giornalista sportivo, dove colloca Maradona tra i grandi, oppure è anche qualcosa di più di questo?
“Subito dopo Pelé, anche se Maradona sembrava costruito geneticamente per il gioco del calcio. Ricordo le sue gambe lunghissime rispetto al resto del corpo: toccare per lui la palla con i piedi, si disse, era facile come per noi normodotati, con le mani. Per me O Rey resta al 1, posto perché a scuola mi hanno insegnato il motto greco e latino del perfetto Uomo e Campione: mens sana in corpore sano”.

(nelle foto sotto Maradona a Villa Quiete e l'Argentina in ritiro a Camerino, clicca sulle immagini per ingrandire)


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 26-11-2020 alle 08:05 sul giornale del 26 novembre 2020 - 383 letture

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