Pagani: "La violenza contro le donne si batte con la cultura della prevenzione e della protezione"

2' di lettura Senigallia 24/11/2020 - Il 25 novembre è la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’ONU. La violenza sulle donne, purtroppo e dolorosamente, è un tema che non smette di essere d’attualità.

Lo è nelle cronaca, lo è ancor più nella realtà. Anche in Italia le statistiche sui femminicidi (ogni tre giorni in media una donna viene uccisa, nell’80% dei casi per mano di una persona che conosce) e sulla violenza fisica e sessuale (di cui sono vittime, almeno una volta nella vita, il 31,5% delle donne) sono agghiaccianti per un paese che si definisce “civile”. Per non parlare delle violenze psicologiche ed economiche, ancor più difficili da individuare e inserire nelle statistiche. Se si considera che questi dati sono probabilmente sottostimati, perché spesso gli episodi di violenza non vengono denunciati, ecco che la giornata del 25 novembre assume un doppio significato. Il primo è quello di ricordare a tutte le donne che non devono sentirsi sole e trovare il coraggio di denunciare, sempre, le violenze che subiscono, rivolgendosi alla rete attiva che è stata creata in questi anni sul territorio comunale di Senigallia e che vede coinvolte associazioni del territorio, istituzioni, forze dell’ordine.

Il secondo è quello di stimolare e ricordare sempre, alla politica e a chi governa, di sostenere e rafforzare la rete antiviolenza esistente, potenziandola e ampliandola a tutto l’ambito sociale, promuovendo azioni concrete (come individuare spazi protetti di prima accoglienza e promuovere interventi volti a sostenere l’autonomia economica e psicologia delle vittime di violenza, ai fini dell’inserimento lavorativo), coordinando le diverse azioni, valorizzando le diverse competenze necessarie per un lavoro di rete, nell’ottica di renderlo un sistema sempre più efficiente. Ma oltre alla cultura della protezione è assolutamente necessario lavorare e investire su una vera cultura della prevenzione per contrastare la violenza contro le donne. Questo significa agire con decisione sul fronte culturale e della prevenzione, a partire dalle scuole, promuovendo un’educazione delle giovani generazioni basata sulla cultura del rispetto dell’altro, dell’effettiva uguaglianza e dall’abolizione degli stereotipi di genere.

C’è ancora molto da fare, ma oggi ci sono sempre più possibilità per migliorare la risposta sociale e delle Istituzioni. In questo senso mi auguro che l’attuale amministrazione sappia e voglia integrarsi con progetti di carattere regionale e nazionale (anche in un’ottica di reperimento delle necessarie risorse economiche) sul tema della violenza contro le donne, che rappresenta per la nostra società un male profondo e, come dimostrano i dati, quotidiano. Una vera “ferita sociale” da curare ogni giorno, anche oltre il 25 novembre.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-11-2020 alle 21:45 sul giornale del 25 novembre 2020 - 438 letture

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