Malerba: "Non hanno perso i cittadini, ha vinto la Democrazia"

2' di lettura Senigallia 08/10/2020 - In questi giorni abbiamo sentito tante dichiarazioni da parte degli esponenti politici della sinistra sulla sconfitta al ballottaggio per le comunali di Senigallia. Si nota incredulità e stupore come se a Senigallia fosse in vigore una monarchia ereditaria e la dinastia sia stata spodestata.

Chi crede come me nell'alternanza non ci vede niente di strano che Olivetti e non Volpini sia il nuovo Sindaco, i cittadini colpevolizzati per disobbedienza ideologica hanno deciso non in base ad una appartenenza, ma in base delle proposte delle coalizioni in campo e di chi offriva garanzie certe per il territorio.

La sinistra senigalliese doveva prendere spunto dalle regionali dove dopo cinque anni di gestione disastrosa di Ceriscioli come argomentazione per un mese si è parlato, compreso Zingaretti, di una presenza a una cena e il pericolo che veniva dalla destra incarnato da Francesco Acquaroli quarantenne nato nel 1974 lontano anagraficamente da un passato ritirato fuori dai meandri della storia per utilità politica soltanto per demonizzare l'avversario, il metodo più volte sbandierato dalla sinistra per spaventare le persone.

Pensate che chi vive ancora nelle macerie del terremoto, al disoccupato di Fabriano e al giovane precario laureato che lavora in un call center importi qualcosa?

Non sono i cittadini che hanno tradito, ma la malagestione e l'arroganza della sinistra e un candidato come Mangialardi che invece che parlare con i cittadini voleva parlare e sfidare Matteo Salvini.

A Senigallia pur avendo assistito alla debacle regionale, ma venendo dalla stessa scuola, Volpini ha ripetuto lo stesso copione del suo amico Mangialardi: invece di scusarsi con la popolazione per non essere riuscito a salvaguardare il nostro ospedale con spostamenti verso Jesi e Fabriano basa la sua campagna elettorale su una leggerezza di un candidato e una battuta goliardica ad un attacco alla Costituzione e alla democrazia, non parlando di frazioni abbandonate, di turismo penalizzato dal Covid e imprese e aziende del territorio che combattono per sopravvivere e mantenere l'occupazione.

L'unica preoccupazione è l'incombente pericolo fascista che alita sulla città di Senigallia. Sia Mangialardi che Volpini pensavano che il solito liet motiv ripetitivo facesse effetto anche questa volta e invece la sorpresa, ai cittadini senigalliesi più del vedere sfilare camice nere che sono solo nelle loro teste erano preoccupati della loro arroganza e presunzione. Questo è il vero problema che non vogliono ammettere, la gente era stanca ed ha voluto un cambiamento ed adesso sta' a Olivetti e la sua giunta dimostrare che si possono fare cose buone insieme ai cittadini e non con una cerchia ristretta di persone in una stanza del Comune.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-10-2020 alle 15:07 sul giornale del 09 ottobre 2020 - 1565 letture

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