CBD per il dolore cronico

3' di lettura Senigallia 01/10/2020 - L'anno corrente ha creato scompiglio sotto ogni aspetto di vita quotidiana, con la sua imprevedibile pandemia. L'inizio di un periodo molto arduo e ricco di incognite, che stanno continuando a condizionare pesantemente l'attualità e le prospettive dei cittadini.

Le criticità di carattere sanitario non sono solo quelle che si sono dovute fronteggiare con enormi sforzi nei reparti dei nosocomi, ma anche tutte quelle legate all'annullamento al rinvio delle prestazioni. Pensiamo a ciò che può aver significato la sospensione di alcuni trattamenti, come quelli antalgici, per quei pazienti che soffrono di dolore cronico come condizione secondaria: un caso emblematico sono coloro che combattono la guerra contro il cancro, per i quali AIRC Senigallia ha offerto l'azalea della ricerca su Amazon senza perdersi d'animo.

È solo una delle condizioni esemplificative che negli ultimi anni sta spingendo sempre più i medici e i pazienti che sono affetti da dolore a ricorrere al CBD, ovverosia il principale composto chimico che si estrae dalla pianta di Cannabis sativa. Il cannabidiolo (CBD) è uno dei più importanti principi attivi della canapa che viene adottato per la produzione di farmaci rigidamente controllati e distribuiti dietro prescrizione medica quando è presente anche il THC (principio psicoattivo). Ma esiste anche per un'ampia varietà di prodotti CBD disponibili liberamente in commercio con un quantitativo di THC definito dalla legge.

Fra i vari benefici attribuiti dalla scienza alla cannabidiolo c'è quella di regolare la risposta antinfiammatoria del sistema immunitario, grazie alla sua interrogazione con il sistema endocannabinoide presente all'interno dell'organismo dei vertebrati come l'uomo. Mediante le sue interazioni biochimiche è in grado di riequilibrare le sollecitazioni dei neurotrasmettitori in caso di infiammazione, la quale scatena le reazioni dolorose.

Le stime epidemiologiche dicono che è oltre il 26% degli italiani soffre di dolore cronico, mettendo l'Italia al terzo posto nella classifica dei Paesi europei. Di solito il dolore è classificato in due categorie in base alla sua durata. Il cosiddetto dolore acuto a cui corrisponde un vero e proprio "segnale di allarme" è un dolore acuto immediato, di solito di breve durata come nel caso di una scottatura oppure un colpo ricevuto durante una partita di calcio.

Si parla di dolore cronico quando il dolore è continuo, vale a dire un dolore che è frequente e presente per un periodo di oltre 3 mesi. Il dolore cronico è una condizione grave e invalidante. All'interno del dolore cronico troviamo principalmente il dolore neuropatico, spesso nel contesto di malattie generali con danni al sistema nervoso: esempi di malattie che possono generare questo tipo di dolore neuropatico sono il diabete, il fuoco di Sant'Antonio, la sclerosi multipla, le lesioni del midollo spinale, il cancro (in quanto tale o come effetto dei suoi trattamenti molto forti), l'ictus ma anche malattie reumatiche come l'artrite, la fibromialgia ecc… (per saperne di più leggi qui).

Assumere il CBD sotto forma di olio è uno dei modi più efficaci per assumere il cannabidiolo, poiché offre una biodisponibilità molto elevata e. Quindi basta prendere qualche goccia di olio di cannabidiolo direttamente sotto la lingua, con la tranquillità della assenza di effetti psicoattivi.






Questo è un articolo pubblicato il 01-10-2020 alle 11:55 sul giornale del 01 ottobre 2020 - 287 letture

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