Fermo: C'è una Francavilla d'Ete sconosciuta ai più: con il Fai, delegazione Fermo l'opportunità di scoprirla

4' di lettura Senigallia 25/09/2020 - Domenica 27 settembre appuntamento con la 4ª edizione de “Le Marche fantastiche che non conosciamo”, un’iniziativa del Fai - delegazione di Fermo.

Anche nel paese più piccolo che ci sia, scavando, una qualche peculiarità salta fuori sempre. Quest’anno tocca a Francavilla d’Ete farsi scoprire. Dietro ogni paese scelto c’è un perché, e il perché viene dal cuore. A Francavilla d’Ete, ad esempio, Rossella Falzetta, capo delegazione Fai, appassionata di astrofisica, ha lasciato il cuore dopo aver ascoltato lo scienziato Battiston, ospite della rassegna “La scienza a teatro”, dialogare con il giornalista Enzo Vitale.

Così, domenica dalle 9.45 alle 22.00, francavillesi e non, avranno l’opportunità di conoscere aspetti noti e meno noti di questo comune della provincia di Fermo e ammirare per le vie del centro le esposizioni di artisti autoctoni.

Un’iniziativa questa che il vicepresidente della Provincia Stefano Pompozzi auspica venga portata avanti anno dopo anno, se non addirittura raddoppiata, «poiché - sostiene - far conoscere in modo profondo le singole sfaccettature dei nostri piccoli comuni o borghi è qualcosa di magnifico».

Il vicesindaco di Francavilla d’Ete Gianluca Giandomenico per organizzare il tutto ci ha messo molta della sua passione. Illustra il programma e regala qualche chicca.

Da Piazza Vittorio Emanuele II si parte.

Un regio decreto del 1863 trasformò Francavilla in Francavilla d’Ete: di questo, ma anche della struttura, della storia e della fondazione ne parlerà Germano Pistolesi.

Attraversata Porta Nuova, ecco la chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, riaperta nell’agosto dello scorso anno, causa terremoto. A fare da guida, tra secoli di arte e architettura, sarà Padre Giorgio Berdini, originario di Francavilla, francescano del Terzo Ordine Regolare, laureatosi con una tesi su Giuseppe Sacconi, l’architetto di Montalto che, oltre ad aver disegnato la chiesa di San Pietro Apostolo, ha progettato l’Altare della Patria a Roma. «Francavilla - prosegue il vicesindaco nella sua spiegazione - ha dato i natali a padri che hanno rilanciato il Tor (l’ordine francescano) in tutto il mondo, tant’è che il cimitero ospita anche una cappellina di alcuni tra questi frati. I conventi - conclude - sono tre: uno a Francavilla, uno a San Ginesio, l’altro a Belforte del Chienti».

Appuntamento al teatro, una sala da 96 posti, nata recentemente, nel 2014, grazie a fondi europei, «dove - dice Giandomenico - abbiamo cominciato a fare teatro dialettale, incontri con scrittori e una rassegna di scienza con l’amico giornalista de Il Messagero Enzo Vitale».

E sarà proprio lui domenica a raccontare il rapporto tra Francavilla e scienziati come Roberto Vacca, Franco Foresta Martin, Umberto Guidoni e Roberto Battiston, venuti tutti in paese. « Ora il sogno - confessa il vicesindaco - è riuscire a portare a Francavilla Alberto Angela».

Ultima tappa della mattinata, Radio Aut Marche con Giancarlo Guardabassi, lo storico fondatore.

Si riprende il pomeriggio, con Giacomo Mancinelli, autore del libro “Lo parlà de na ota” sul dialetto puro di Francavilla. Dopo un momento di musica folkloristica con La Cocolla tutti a casa del pittore olandese Ruud Wackers, che nel 2018 acquistò un casolare in contrada Pieve Vecchia, e che ora sta trasformando in casa museo.

Pennellate, anche di economia, con Fausto Ilari. Verranno narrati gli oltre 50 anni di attività della ditta SIFA spa, lo scatolificio con tre stabilimenti (a Francavilla, Mogliano e in Toscana), oltre 150 dipendenti e 50 milioni di fatturato, che ogni anno sforna 70 milioni di scatole per pizza.

Per concludere, concerto per violino di Daniela Carlini, sotto la Torre dell’Orologio alle 21.30 circa.

Tutto ebbe inizio nel 2017 da Montefortino. «Da quella prima volta - afferma la Falzetta - capii che questo evento si sarebbe composto da sé. Ѐ il paese stesso a suggerirci cosa c’è da dire. Ѐ il paese, ogni volta, a raccontarsi. E lo fa attraverso le voci dei suoi abitanti, di chi ha intrecciato legami con quel luogo. E’ come se il paese avesse voglia di farsi raccontare, e ti suggerisse quello che c’era di dire». Oltre al Fai, l’evento gode del patrocinio di Regione, Provincia e Comune; «un evento - conclude la delegata Fai - che racconta l’identità culturale del paese, con caratteristiche che non si trovano nelle guide turistiche perché non hanno un’attrattività turistica in senso stretto, ma che sono le uniche in grado di far capire l’essenza di un paese». Ingresso a contributo libero. Il ricavato sarà devoluto agli scopi istituzionali della fondazione. Prenotazione obbligatoria (Capo delegazione: 392 4010386 - Segreteria: 334 9158685). In caso di maltempo gli eventi si svolgeranno in luogo chiuso nel rispetto delle misure di sicurezza. Convenzioni per la ristorazione: agriturismo “Il colle dei ceci”- prenotazione entro il 25 settembre.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 25-09-2020 alle 15:35 sul giornale del 26 settembre 2020 - 223 letture

In questo articolo si parla di cultura, francavilla d'ete, FAI - Fondo Ambiente Italiano, articolo, Benedetta Luciani

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