Marco Lion (Diritti al Futuro): Impegno civile ed ecologista per il futuro di Senigallia

6' di lettura Senigallia 18/09/2020 - “Diritti al Futuro” mi ha chiesto di ritornare a impegnarmi in prima persona nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale di Senigallia. Lo faccio volentieri perchè ci sono momenti nella nostra storia individuale in cui è giusto impegnarsi personalmente per la nostra collettività, lavorare assieme agli altri per progettare e realizzare un futuro migliore per tutti.

Il mio impegno civile e politico inizia con le battaglie per i diritti civili degli anni Settanta ed è proseguito con l’adesione all’Associazione per la Difesa della Natura e del Paesaggio di Senigallia, associazione ambientalista che ha precorso lo svilupparsi dell’associazionismo ecologista in Italia. L’esperienza con il movimento politico ecologista italiano inizia nel 1983, quando sono stato tra i promotori, in Ancona, di quella che fu la prima Lista Verde Italiana. Nel 1985 sono stato tra i fondatori della Federazione delle Liste Verdi di cui sono stato dirigente nazionale.

Dal 1994 sono stato Assessore della Provincia di Ancona e, dal 2000, anche Vicepresidente. Di quella importante esperienza mi piace ricordare che è stato grazie al Piano Provinciale dei Rifiuti che feci approvare che iniziò a decollare la raccolta differenziata nella nostra Provincia tant’è che non ci sono state mai emergenze nonostante avessi fatto chiudere nove discariche. Dal 2001 al 2008 sono stato eletto al Parlamento dove, tra l’altro, in qualità di Presidente della Commissione Agricoltura della Camera, ho condotto battaglie a favore di un’agricoltura sana e sostenibile, come quelle per la sicurezza alimentare, la tracciabilità e l’etichettatura degli alimenti.

Oggi è sicuramente di nuovo il momento di agire con passione civile, spirito di servizio e iniziative lungimiranti per la nostra comunità e per il nostro territorio. Agendo localmente anche per rispondere alle sfide globali che ci attanagliano, alle vecchie e nuove povertà, alla crisi ambientale che fa sentire i suoi disastrosi effetti anche alla nostra scala e, non ultimo, contro la crisi pandemica che ha sconvolto le nostre vite. Ho iniziato giovanissimo a interessarmi della mia comunità e di come poteva essere meglio amministrata. In una Senigallia in impetuoso, e poco governato, sviluppo, come giovani ponemmo il problema degli spazi di aggregazione e di crescita culturale.

“Vogliamo San Rock” era il nostro slogan, per indicare la necessità di recupero funzionale della ex chiesa di San Rocco, ridotta ad un deposito. Volevamo più cultura, più teatro, cinema di qualità, musica. Volevamo che anche gli spazi urbani fossero destinati a ospitare eventi culturali e per questo chiedevamo di spostare la fontana posta al centro del Foro Annonario. A distanza di diversi decenni possiamo dire che molto è stato fatto, che il nostro centro storico è profondamente cambiato, in meglio, che la città è culturalmente viva, sia nei grandi che nei piccoli eventi. Ora ci sono altre sfide da vincere, situazioni da migliorare, futuro da progettare. Pensiamo, ad esempio, al recupero di Palazzo Gherardi che, per la sua centralità, la sua pregevole architettura e il suo valore simbolico è il luogo più idoneo a costituire il contenitore nobile di un sistema museale e a svolgere il ruolo di baricentro e motore culturale della città in sinergia con tutti gli altri luoghi della cultura della città e del territorio.

Guardando ad un’altra parte strategica della città, specialmente dal punto di vista economico, penso che sia giunto il momento di ridisegnare e riqualificare il lungomare per renderlo più bello e qualificato, punto d’unione tra il mare e le nostre colline. Né non vanno perse di vista le frazioni e i quartieri periferici che, per mantenere un elevato standard di qualità della vita e coesione sociale, devono essere oggetto di attenzione e di interventi qualificati di rigenerazione urbana. Qualsiasi intervento dovrà necessariamente collegarsi con l'urgenza di una svolta "green" nelle politiche urbane, economiche, energetiche e infrastrutturali.

Non perché ce lo chiede l’Europa ed è l’ambito su cui sono orientati i futuri finanziamenti europei, ma perché è l’unica risposta alla crisi ambientale che stiamo vivendo. Abbiamo già conosciuto il disastro dell’alluvione e del dissesto idrogeologico, stiamo iniziando a vedere gli esiti delle mareggiate e dell’innalzamento del livello del mare. Per questo, per rendere meno vulnerabile la nostra comunità ai cambiamenti climatici, sarà necessario lavorare alla resilienza del nostro territorio e della nostra città, l’unica risposta possibile in termini ambientali, urbanistici e socio-economici. I modelli di riferimento di una città sostenibile andranno cercati nell’uso compatibile del suolo, dell’acqua, dell’energia, nella mobilità, nella rigenerazione urbana, nella riduzione, riciclo, riuso, riutilizzo dei rifiuti, nella salvaguardia della biodiversità.

Stiamo parlando di sfide epocali che, però, non possono essere ignorate! Credo anzi che la nostra città potrebbe sfruttare al meglio, e migliorare, quanto già ci offre il territorio ponendosi come capofila per rendere ecosostenibile e bio l’intera area della Valle del Misa e del Nevola, da Senigallia ad Arcevia. Si tratterebbe di imparare da esperienze di successo come la Napa Valley in California, un brand territoriale ormai conosciuto in tutto il mondo per la produzione di vino e che conosce un importante flusso turistico. Come è stato possibile se nella Napa Valley si produce solo il 4% del vino della California? Semplice, nella Contea di Napa Valley hanno deciso di puntare sulla qualità del territorio e sui vigneti, hanno vietato la presenza di industrie inquinanti, preservato la bellezza del contesto paesaggistico, promosso attività culturali ed eventi di livello. Per rispondere alle sfide della crisi ambientale e della globalizzazione occorre infatti cogliere le opportunità, uniche e irriproducibili, offerte dalla nostra storia, dalla nostra cultura, dal nostro ambiente e dal nostro territorio per trasformarle in fattori di sviluppo competitivo e duraturo.

Direi anzi che il nostro territorio può vincere questa sfida perché parte già avvantaggiato. Oltre al mare la nostra valle offre paesaggi bellissimi, centri storici affascinanti, beni storico-culturali, aziende vitivinicole di ottimo e altissimo livello, una diffusa agricoltura biologica, ristorazione di qualità e cuochi stellati, ospitalità diffusa. Quest’anno, poi, è il quarantesimo dalla nascita della Cooperativa “La Terra e il Cielo”, realtà agricola bio tra le più famose al mondo per i suoi prodotti biologici e biodinamici, ottenuti da antiche varietà di cereali e legumi selezionate per le loro qualità nutrizionali ed organolettiche. Abbiamo dunque solide basi su cui contare per costruire una reputazione di territorio di qualità. Incentiviamo una agricoltura rigenerativa, creiamo un territorio unico in Italia, totalmente bio! promuoviamo le eccellenze eno-gastronomiche, la cultura della salute e del rispetto dell'ambiente attraverso la qualità, la tracciabilità e la tipicità dei prodotti alimentari, lavoriamo su accoglienza, degustazione, arte e cultura, artigianato e commercio di qualità. Così sapremo sicuramente competere anche con realtà consolidate come Napa Valley, il Chiantishire, la strada del prosecco i paesaggi vitivinicoli delle Langhe e diventeremo un polo attrattivo unico per qualità e benessere. Non è difficile basta avere capacità e visione.








Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 18-09-2020 alle 09:34 sul giornale del 18 settembre 2020 - 84 letture

In questo articolo si parla di politica, spazio elettorale autogestito, sinistra in festa

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