Liverani (Fratelli d'Italia): "La Politica è una cosa seria: con essa, si costruisce il bene della Comunità"

5' di lettura Senigallia 18/09/2020 - La vita sociale e civile di un Paese, o di una città, è scandita da tanti momenti. Uno di questi è quello che ci apprestiamo a vivere il prossimo 20 e 21 settembre. Le elezioni in un sistema democratico sono occasioni imprescindibili di organizzazione della vita sociale, politica e civile.

Non cogliere l’importanza di questi momenti mette a dura prova tutto il sistema: i mali che si denunciano diventano sempre più gravi, e lo abbiamo visto a Senigallia e nelle Marche negli ultimi dieci anni. Tanti sono i rischi del momento. Il più grave è il disinteresse e il disimpegno da ogni forma di partecipazione civile e democratica. Il “non-voto” è una forma larvata di suicidio sociale che mette nelle mani di chi non si vuole le sorti della città ed il proprio futuro. In un sistema democratico il futuro dello Sato è nelle mani del cittadino: l’avvenire dipende dalle sue scelte.

Ci sono percorsi “scappatoia” che portano verso obiettivi a breve termine. Essi non bastano di fronte a problematiche importanti come quelle che toccano la nostra terra: dalle difficoltà delle famiglie alla crisi occupazionale, dal degrado del territorio alla corruzione. La Politica è cosa seria: non è qualcosa di accessorio da lasciare nelle mani di traffichini, affaristi, “ciarlatani” o improvvisati. Può sembrare quasi assurdo, ma la Politica è da prendere sul serio, perché in essa, e con essa, si costruisce il bene di tutti e di ciascuno, la vita della Comunità, il futuro delle famiglie e dei giovani, la dignità delle persone. La Politica deve stare lontana dagli interessi personali ed estranei e non deve piegarsi alle logiche mafiose, che tutto fanno, tranne che perseguire il bene della comunità.

Paolo VI definiva la politica “un’arte nobile e difficile”, come ad “una maniera esigente di vivere l’impegno cristiano al servizio degli altri”. Oggi più che mai, per il bene nostro e del nostro Paese occorre scendere in campo, sporcarsi le mani, non girarsi dall’altra parte per paura o ripiegarsi su se stessi, pensando che sia meglio farsi i fatti propri. E’ vero che la Politica è un mestiere difficile, ma mai come oggi, la comunità civile ha bisogno di sperimentare la sua forma più sana e più vera. Mai come oggi è necessario incoraggiare quanti accettano la sfida politica, soprattutto quei giovani che scendono in campo pronti a spendersi per ideali alti e ad impegnarsi per gli altri.

La sfida sta nel creare consenso intorno a valori comuni. Il politico vero è colui che guarda non all’interno della sua casa, agli interessi dei suoi amici, ma all’esterno, alle periferie umane ed esistenziali: ai poveri, ai disoccupati, ai malati, agli anziani. “Non vado a votare” è una deriva pericolosa che non può essere giustificata dalla convinzione che la politica sia tutta corruzione. C’è la corruzione che condiziona la politica, ma c’è anche la politica che fa funzionare le Istituzioni, sognando una società sana e meglio organizzata. La politica che vola alto, che fa amare la propria terra e quanto vi abita.

La politica che persegue il bene comune e cerca di tutelare valori fondamentali, quali la vita, il lavoro, la salute. Disertare l’impegno politico significa volere il male di se stessi e della comunità, con la conseguenza di favorire le cosche ed il malaffare. Chi vuole che la politica non funzioni lascia campo libero alla mafia e alla corruzione. Corruzione e mafia sono virus che attaccano prima la Società e poi la Politica: entrambi creano sfiducia nel cittadino, favoriscono la morte del territorio e la crisi del sistema democratico. Il futuro è nelle nostre disponibilità: non lasciamoci amministrare da mani corrotte e senza scrupoli. Non accettiamo per favore quanto ci spetta per diritto! Non rinunciamo né svendiamo il diritto di voto, che è un diritto civico, di dignità, di concreta partecipazione alla costruzione della città.

La Politica non cambia, se non cambia il modo di porsi di fronte ad essa. La Politica è fatta per risolvere i problemi comuni, prima ancora che quelli personali. Puntiamo ad una Politica socialmente utile, che edifica la Città, educando il cittadino ad accettare il rischio della politica, condividendo anche scelte scomode, che privilegiano forme di partecipazione alla cura della casa comune. Non risolve i problemi delle nostre Comunità la tentazione assistenzialistica, che porta a sperperare enormi risorse pubbliche in opere, anche importanti, che non vedono mai la loro conclusione. Votare non è il semplice apporre un segno di croce su una scheda elettorale. Tutt’altro! E’ esprimere il senso del proprio appartenere ad una Comunità civile. E’ interessarsi, prendere a cuore, informarsi, seguire il percorso e la storia di colui al quale si dà col voto la propria fiducia. Non è un segno di responsabilità e partecipazione alla crescita sociale e civile sostenere candidati che si sono serviti delle Istituzioni per i propri interessi personali.

Il 20 e il 21 settembre votate con coscienza, scegliete il partito o la persona che meglio vi identifica, non vi fate ammaliare dalle solite “sirene di Ulisse” che negli ultimi giorni vi hanno promesso mare e monti quando per cinque anni non li avete mai visti e sentiti. Buon voto a tutti






Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 18-09-2020 alle 09:41 sul giornale del 18 settembre 2020 - 148 letture

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