Campanile: "Il porto, la città ideale sull'acqua"

3' di lettura Senigallia 09/08/2020 - Senigallia è una città balneare e turistica con circa un milione di presenze l’anno (dati pre-covid). Una realtà come Senigallia richiede un porto turistico con più posti barca rispetto ad oggi, come in altre località della regione quali San Benedetto del Tronto, Porto San Giorgio, Civitanova Marche e Fano.

Senigallia ha solamente 260 stalli contro una media nazionale è di circa 500. Insomma, accogliamo i turisti ma non le imbarcazioni!

Da questa situazione paradossale possiamo però prendere spunto e far nascere un ragionamento per il futuro in termini positivi e propositivi. Mettendo assieme le capacità progettuali interne ed esterne all’ente che gestisce il porto ed alle associazioni di categoria, riteniamo possibile intervenire con un progetto generale di ampliamento, ammodernamento e messa in sicurezza del porto, lavorando con partner strategici come la Guardia Costiera e gli operatori specifici di settore.

La realizzazione o l’ampliamento di un porto, infatti, non riguarda solo lo spazio fisico che si va ad occupare ma coinvolge un insieme di competenze sui fenomeni di mareggiate, correnti marine, rotazione dei venti, erosione e sul fenomeno dell’insabbiamento e richiede un approccio multidisciplinare e scientifico.

La “zona porto”, insieme al centro storico ed al lungomare, è uno dei pilastri strutturali dell’urbanistica di una città di mare. La progettazione di questa parte della città, oggi molto poco valorizzata rispetto a tante località concorrenti e che viene vista solo come bacino di urbanizzazione abitativa per gli ampi spazi lasciati dagli insediamenti produttivi, deve svilupparsi delineando un orizzonte pluridecennale in armonia con le infrastrutture.

L’area portuale deve essere un’area viva, un contenitore naturale estivo di cultura con attività concertistica, coreutica, di prosa e di intrattenimento (come avviene a Numana e a Marina Dorica di Ancona), fino a realizzare “quel” Museo del Mare di cui si parla da tempo, ubicato al porto come a Cesenatico e, certamente a più alti livelli, come ha realizzato la città di Genova.

Il porto va visto come una delle aree da riqualificare e rendere turisticamente gradevole, potenziando le strutture esistenti, introducendo ampi parcheggi muiltilivello, strutture di accoglienza alberghiera, arene marine, passerelle fotovoltaiche per facilitare i collegamenti tra le due parti della città divise dal fiume, ampliando il mercato del pesce, creando bacini economici legati all’artigianato alla pesca e all’enogastronomia, creando collegamenti facili con il centro, abbattendo le barriere architettoniche e favorendo l’accessibilità. A ciò andrà affiancato un piano costante di manutenzione e valutata una diversa
dislocazione di ormeggio per tipologia di imbarcazione, ampliando anche l’offerta di servizi per i natanti.

Senigallia ha un centro storico che lascia affascinati i turisti e può essere la metà ideale per i diportisti del nord-ovest della penisola, che per l’ormeggio preferiscono l’Adriatico al Tirreno, ma anche per tutti quelli che preferiscono le più economiche Croazia e Slovenia. Un’attenta politica dei costi di ormeggio, una proposta di vivibilità cittadina fuori dal comune ed una urbanistica adeguata, coadiuvate da una lunga esperienza nell’ organizzazione di grandi eventi, possono rendere il porto di Senigallia un importante veicolo per il turismo qualificato.

Una riqualificazione prospettata che, al tempo stesso, farebbe diventare il porto parte pulsante della città, andando ad aumentare la capacità propositiva di Senigallia verso un turismo diffuso e naturale.


da Gennaro Campanile
candidato sindaco "AmoSenigallia"





Questo è un articolo pubblicato il 09-08-2020 alle 09:16 sul giornale del 10 agosto 2020 - 763 letture

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