Fermo: Fermo: nasce I.Con-Net, un progetto per monitorare la salute degli over 75 del fermano

3' di lettura Senigallia 31/07/2020 - Nasce, per facilitare il monitoraggio delle condizioni di salute degli over 75 del fermano, con particolare riguardo agli aspetti cardiologici, il progetto I.Con-Net.

Tale intervento, inserito all’interno di un progetto sperimentale più ampio chiamato “Smart Village”, è reso concreto dai fondi previsti da un bando del GAL Fermano (100.000 euro).

«Il GAL solitamente investe ascoltando le esigenze locali e con una programmazione condivisa. Sono stati molto bravi anche i sindaci a chiedere il nostro sostegno e a portarci a conoscenza di questa necessità. Come GAL abbiamo sul territorio possibilità ulteriori: per sviluppare questo bando abbiamo utilizzato le risorse sisma, ma, con il post covid, avendo avuto, a livello regionale, una percentuale molto più alta di spesa rispetto agli altri GAL, abbiamo provato ad attingere a delle risorse aggiuntive» dice la presidente del Gal fermano Michela Borri.

La proposta progettuale vede come partner l’ATS IX, l’Area Vasta 4, l’Università Politecnica delle Marche, le cooperative sociali Idea, Nuova Ricerca Agenzia Res e Utopia, rappresentate dal dott. Stefano Ranieri. A fornire apporto tecnico sarà la Vega srl.

Coinvolti nel progetto, che - come afferma Livini, Dr. Area Vasta 4 - ha la presunzione di incidere sul sistema economico e sociale - saranno un centinaio di anziani, individuati dai medici di base, sulla base di una scala di autosufficienza. Gli over 75, a metà strada tra la totale mancanza di autosufficienza e la completa autosufficienza, verranno quindi arruolati. A queste persone verranno consegnati dei kit, per un investimento che oscilla tra i 1000 e i 2000 euro a testa; dall’orologio al braccialetto indossabile, fino a dei sensori ambientali che permettono di monitorare, all’interno delle abitazioni, i movimenti degli individui, captando un’eventuale caduta o un particolare stato del sonno; il tutto nel rispetto della privacy. Ad essere coinvolti nella progettualità, oltre a Fermo, capofila, diversi paesi dell’entroterra, come Belmonte Piceno, Falerone, Francavilla d’Ete, Massa Fermana, Montappone, Monteleone di Fermo, Monte Vidon Corrado e Servigliano.

«Importante - dice il vice presidente dell’ATS IX Giuseppe Forti, nonché sindaco di Monte Vidon Corrado - questa sinergia tra attori istituzionali e non, che si sono coordinati per realizzare questo progetto, agendo interdisciplinarmente. Al centro dell’attenzione - prosegue - tutte quelle persone che, per evitare processi di decadimento delle funzioni, con conseguenti compromissioni nella vita sociale e di relazione, dovrebbero essere seguite».

Migliorare la qualità della vita è l’obiettivo, ma anche intervenire sulla adattabilità del domicilio onde consentire la movimentazione nel proprio habit domestico e «finora è stata fatta una valutazione di 50 persone anziane che abitano in 9 comuni del fermano e del maceratese».

Attivata in via sperimentale anche una modalità di telesoccorso, con una centrale che risponde e che è anche parte attiva (settimanalmente un colloquio): «cosa molto apprezzata dalle 20 persone che hanno questo dispositivo, avvertono l’attenzione nei loro riguardi» conclude Forti.

Gregori, il rettore della Politecnica parla per punti. In primis l’importanza dei rapporti interistituzionali; poi l’approccio multidisciplinare e la strategia: «un progetto per funzionare deve essere semplice, organizzativamente possibile ma deve avere una strategia. In questo caso la strategia è rispondere a una situazione di spopolamento, pericolosa per la nostra regione, specie nelle aree collinari». Altro aspetto importante, il ruolo dell’università: «fare da connettore, evitare che vi siano tanti singoli progetti ma con poche risorse ciascuno». Da ultimo, «l’attrattiva di un territorio, che passa anche attraverso i servizi socio-sanitari».

Auspicabile, in tal modo, uno sviluppo della medicina cosiddetta proattiva - come sostengono i dottori Vesprini, Scendoni e Peroni intervenuti - con un recupero della medicina anche in chiave olistica, ossia di insieme.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 31-07-2020 alle 17:27 sul giornale del 03 agosto 2020 - 379 letture

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