Falconara: Trivelle Zero, sit in alla raffineria

3' di lettura Senigallia 02/08/2020 - Sabato 1 agosto, giornata di mobilitazione ai cancelli della raffineria Api di Falconara Marittima.

Gli attivisti hanno risposto alla chiamata della Campagna nazionale “Per il Clima, fuori dal Fossile” che vede oggi e domani scendere in piazza le realtà̀ territoriali della dorsale adriatica che si battono contro le grandi e piccole opere e gli impianti energetici e industriali nocivi inquinanti climalteranti. “Servono una programmazione urgente per la dismissione, riconversione industriale e bonifica del territorio” queste le rivendicazioni degli attivisti del Laboratorio Falkatraz Trivelle Zero Marche all’ingresso dell'impianto di raffinazione, “perchè l'unica via per uscire dalla stringente e indifferibile crisi climatica globale è un radicale cambiamento del sistema produttivo ed energetico”.

Al presidio hanno partecipato anche i ragazzi di Fridays For Future – Ancona: “Sostenere che l'API produca nel rispetto dell'ambiente è semplicemente una bugia. Fregiarsi di una certificazione come la 14001 è solo greenwashing. Non esistono produzioni petrolifere sostenibili. L'unica scelta sostenibile è uscire dal fossile”. Per la campagna nazionale, in questo periodo di crisi sanitaria e crisi economica, è necessario e urgente modificare il modello di sviluppo industriale che ci ha portato alla crisi climatica.

“E' urgente sospendere ogni finanziamento pubblico alle imprese che operano nelle fonti fossili e rilanciare di un piano di investimenti verso le bonifiche dei tanti siti inquinanti di interesse nazionale e per le energie rinnovabili. Sono stati presentati nell'ultima settimana gli emendamenti sottoscritti da oltre 160 realtà ambientali nazionali, al Decreto Legge Semplificazioni che riduce i termini di partecipazione dal basso alle Valutazioni di Impatto Ambientale VIA a favore delle grandi aziende inquinanti, favorendo anche bonifiche di facciata smantellando le prioritaà non ancora ottemperate dei Siti di Interesse Nazionale SIN e facilita le autorizzazioni per nuovi gasdotti”.

Per quanto riguarda il sito di Falconara Marittima, vecchi e nuovi progetti gravano su un'area pesantemente inquinata. Infatti il nuovo gasdotto SNAM di quasi 40 chilometri recentemente realizzato nel suo primo stralcio tra Falconara Jesi e Recanati, prelude ad una futuribile realizzazione del contestatissimo progetto di rigassificatore GNL da parte di API Nova Energia la cui autorizzazione è stata prorogata dai ministeri competenti nel 2015, per cui pende un giudizio al Tar di cui si hanno pochissime informazioni. Sempre Falconara, è uno dei siti di interesse nazionale per le bonifiche.

Il SIN di Falconara, istituito nel 2002, co n Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel 2006 vennero assegnate risorse finanziarie pari a € 3.272.727,00, per la bonifica ma le risorse, nonostante l'accordo fi programma quadro tra ministero regione e comune stipulato nel 2010, sono bloccate. E nulla è stato praticamente fatto.

• note: PERIMETRAZIONE SIN: tra altri siti minori, prevede l'area marina prospiciente quella terrestre che si estende dalla Raffineria api all’ex Montedison per una superficie complessiva pari a circa 1200 ETTARI, api Raffineria di Ancona S.p.A.; stabilimento ex Montedison; aree interne Aerdorica S.p.A.;ex Liquigas – località Castellaraccia; ex CASERMA SARACINI, area PUBBLICA di via Monti e Tognetti; area RFI antistante sito ex Montedison, campo sportivo parrocchia di S. Maria della Neve e S. Rocco;

CITIAMO DAL PRB PIANO REGIONALE PER LA BONIFICA AREE INQUINATE DEL 2010:“API Raffineria di Ancona S.p.A.”, L’area dello stabilimento, utilizzata fin dagli anni 40 per la raffinazione e il deposito di prodotti petroliferi è delimitata dal tratto terminale del fiume Esino, dal Mare Adriatico (ove insistono i terminal petroliferi), dalla S.S. 16 “Adriatica” in prossimità dell'abitato di Fiumesino e dal quartiere residenziale Villanova e occupa una superficie complessiva di circa 70 ettari.

L'area dello stabilimento è caratterizzata da un inquinamento da idrocarburi legato alle attività di raffineria. Suolo, sottosuolo e falda acquifera risultano fortemente contaminati da idrocarburi leggeri e pesanti, MTBE( METILTBUTILETERE), metalli pesanti, IPA (IDROCARBURI AROMATICI POLICICLICI). Vaste aree della falda presentano prodotti in galleggiamento.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-08-2020 alle 20:00 sul giornale del 03 agosto 2020 - 269 letture

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