Comitato Facciamo Eco, "Il sindaco Mangialardi si è svegliato solo ora sull’Ospedale"

ospedale di Senigallia 3' di lettura Senigallia 30/07/2020 - C’è voluta la paura pre-elettorale di perdere il consenso per indurre il primo cittadino a voltare lo sguardo al destino dell’Ospedale pubblico, di cui sarebbe sulla carta il primo difensore, e alle ripetute richieste di allarme lanciate dalla Cittadinanza!

L’ancora Sindaco Mangialardi si è risvegliato improvvisamente e dopo mesi distratti è uscito dal letargo silenzioso, al fotofinish, con importanti affermazioni - come si legge dal comunicato pubblicato il 29 luglio: “Nessun taglio all’Ospedale di Senigallia”… “La Regione si è accorta della necessità della struttura ospedaliera di Senigallia”…”Avanti dunque con la integrazione funzionale con le strutture di Jesi e Fabriano nell’ambito del Presidio Ospedaliero Unico di Area Vasta 2.”

Vede, signor Sindaco, lei sembra essersi destato solo ora in materia di Sanità, mentre Associazioni, Sanitari e Comitati stanno sul pezzo e sulla realtà del problema da anni e già prima della pandemia. E sappiamo che in sanità contano la demografia e i numeri. Quei 44.659 abitanti che vanta la nostra (e la sua) città, Senigallia, seconda nella provincia di Ancona (dati ISTAT al 31/12/2019), da moltiplicare almeno x 2 in estate. Nessuna minorità quindi rispetto alle meno turistiche cittadine di Jesi (39.995 ab) e Fabriano (30.167 ab). “Nessun taglio all’Ospedale di Senigallia” ora ci dice.

Arriva tardi: le ricordiamo che i tagli sono già stati tutti fatti, dalla Regione e dall’ASUR, mentre forse si occupava d’altro. Pensava forse sostenibile farne di nuovi? Fino all’osso della struttura? Forte dei numeri del nostro territorio, nei 10 anni dei suoi due mandati, in veste di autorità sanitaria locale era tenuto ad opporsi al costante trasferimento delle attività sanitarie, amministrative e del personale dalla nostra (e sua) popolosa città a quelle vicine, rimanendo comunque rispettoso della scelta regionale per cui Senigallia-Jesi-Fabriano costituiscono un unico Ospedale di Area Vasta 2 (ma nel quale Senigallia è la città maggiore e con più pazienti). “La Regione si è accorta della necessità della struttura ospedaliera di Senigallia”. E per fortuna che si è accorta! E che 44.659 anime non sono dei fantasmi! Pensava forse che si potesse proseguire con la formula usata nell’ultimo decennio, di far girare i Senigalliesi qua e là in Ospedali di città più piccole, ma dove la politica ha permesso di mantenere i maggiori servizi ?

“Avanti dunque con la integrazione funzionale con le strutture di Jesi e Fabriano nell’ambito del Presidio Ospedaliero Unico di Area Vasta 2.” Questa sua affermazione ci preoccupa molto, perché Senigallia non è stata debitamente tutelata negli ultimi 10 anni, SOTTOPOSTA A CONTINUI TAGLI e trasferimenti di servizi su Jesi, sono mancate importanti ristrutturazioni e non ha beneficiato di una nuova struttura Ospedaliera. Tutto questo la pone in una situazione di svantaggio all’interno dell’Ospedale Unico di Area Vasta 2. Se ci avesse parlato di un recupero di quanto sino ad oggi ingiustamente sottratto alla popolazione locale, le avremmo dato il dovuto plauso. Ma proporre ora una vaga e ambigua “integrazione funzionale con Jesi e Fabriano” ci sa tanto di…” accontentatevi di quello che vi è rimasto – non vi taglieremo ancora (forse) - ed integrate con quello che è in dote a Jesi e Fabriano”. O sta pensando di lasciare al futuro primo cittadino di Senigallia il difficile recupero di ciò che non ha difeso durante il suo lungo mandato, ora in scadenza? Nel frattempo, noi del Comitato Facciamo Eco abbiamo con soddisfazione la riprova che l’unione dei singoli e delle forze civiche rompe i muri del silenzio politico ed obbliga anche i più reticenti a non voltarsi altrove. E che l’azione dei Comitati è la via giusta da seguire, perché mai come in questa storia, l’unione fa la forza.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-07-2020 alle 11:22 sul giornale del 31 luglio 2020 - 1641 letture

In questo articolo si parla di politica, comunicato stampa

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