Le parole hanno vinto il tempo nell'ultima giornata di Liberi come Epicuro

2' di lettura Senigallia 26/07/2020 - Si sono concluse sabato con cinque interventi davvero affascinanti le tre giornate dedicate al filoso greco Epicuro, che hanno portato a Senigallia un vento di cultura e felicità.

Si è aperta ai Giardini della Scuola Pascoli con i due vincitori ex aequo del Premio NetoIP Tiziana Di Fabio e Vincenzo Damiani l’ultima giornata del festival dedicata al filosofo greco, che hanno esposto le argomentazioni delle tesi che gli sono valse un riconoscimento di 750€ ciascuno. Una giornata dedicata anche alla politica infatti Tiziana Di Fabio ha dimostrato come il “Vivi nascosto” politico di Epicuro non sia un divieto di partecipare alla politica; successivamente è intervenuta Elena Irrera, ricercatrice in Filosofia politica, parlando del pensiero di Epicuro sulla libertà e delle sue influenze sul il pensiero politico contemporaneo.
Vincenzo Damiani, invece, ha analizzato il genere letterario del compendio, importante per Epicuro perché permetteva a tanti di approcciarsi alla sue opere con più leggerezza.

Il Festival si è concluso con l’incontro “Le parole che vincono il tempo” con i due ricercatori Jürgen Hammerstaedt esperto dell’opera di Diogene di Enoanda, incisione in cui sono riportati gli insegnamenti epicurei, e Gianluca Del Mastro, papirologo esperto dei papiri di Ercolano, papiri su cui sono riportati testi filosofici greci specialmente su Epicuro.

Sul palco sono intervenuti anche Lorenzo Cavallari che ha realizzato lo specchio artistico dedicato alla libertà per Epicuro, Lorenzo Cicconi Massi e Lucia Camozzi, fotografo e modella della foto di copertina di quest'anno. Catia Urbinelli e Daniele Vocino del Teatro Melograno che hanno letto alcune letture e Andrea Celidoni che ha presentato il suo brano Epicuro Rap.

Un saluto speciale è arrivato dal Professor Roberto Radice, protagonista del Festival 2019.
"Cari amici, con sincero affetto partecipo allo spirito che questa sera vi tiene insieme. Un sentimento insolito, che non nasce da vantaggi in comune, e neppure da luoghi e modi di vita condivisi, piuttosto da una lontana (si intende nel tempo) prospettiva filosofica. E però l’esistenza ellenistica di sperduti in cerca di una traccia, in quest’anno drammatico, ci rende contemporanei e vicini al nostro ispiratore Epicuro: uomo-filantropo, capace di vivere da solo, che si accontenta di poco, purché sia essenziale. La sua scuola era senza numero chiuso, bella da frequentare; meglio del Giardino dell’Eden (alias Paradiso) dove si entrava in coppia e usciva dannati. Nel Kepos venivano in tanti diversi e uscivano in compagnia. Ma che strana Scuola è quella epicurea dove si entra amici e si esce amici consapevoli… proprio come oggi a Senigallia!
Ciao a tutti, Roberto
"






Questo è un articolo pubblicato il 26-07-2020 alle 18:02 sul giornale del 27 luglio 2020 - 406 letture

In questo articolo si parla di cultura, articolo, Netanya Primicino Coen, liberi come epicuro e piace a Daniele_Sole

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