Liberi come Epicuro. Vetreria Cavallari: "L'alfabeto greco ha una bellezza intrinseca"

2' di lettura Senigallia 21/07/2020 - La Vetreria Cavallari ha realizzato un'opera dedicata a Liberi come Epicuro, secondo Festival Epicureo ospitato a Senigallia dal 23 al 25 luglio presso i Giardini Scuola Pascoli. Sarà possibile ammirare lo specchio, creato manualmente, durante tutta la durata del festival.

Potete spiegarci il significato della vostra opera e da dove è nata l'idea?

Innanzitutto siamo grati all'organizzazione che ci ha invitato a partecipare: l'evento è un'occasione di incontro su tematiche universali che ispirano al confronto e al dialogo. Inoltre è uno stimolo a riprendere i libri della formazione scolastica e tornare ad argomenti che negli impegni della vita quotidiana non trovano spazio: una pausa di riflessione è sempre positiva.

Lo spunto è la frase del frammento 77, riportata nel testo originale greco e nella traduzione italiana. L'alfabeto greco ha una sua bellezza intrinseca: il segno grafico unito al cromatismo esplicita il concetto, che si esprime nella figura sospesa dalle cui mani partono volute di colore.

L'autosufficienza che porta alla libertà si può intendere in molte maniere: per una realtà produttiva, sia essa artigianale o di altro genere, significa indipendenza economica, fonti energetiche pulite e rinnovabili, burocrazia ragionevole, trasparenza nelle questioni pratiche, ecc…

Come vi siete avvicinati a questo mestiere?

La nostra è un'azienda di famiglia: la vetreria - la prima attiva a Senigallia - fu avviata oltre 60 anni fa da Adolfo Cavallari - papà di Lorenzo - all'inizio in via Marchetti, e poi in via Cellini, nella sede dove oggi si trova lo showroom. La produzione è dislocata nella zona artigianale e spazia dalle lavorazioni tradizionali alla vetrofusione (per la quale utilizziamo forni appositi che permettono di produrre anche lavabi ed elementi di arredo su misura), alle principali tecniche di decorazione e pittura su vetro.

Qual è la parte più difficile della lavorazione del vetro e quali sono i suoi tempi?

Il vetro è come un essere vivente: bello e fragile, quindi esige attenzione. Occorrono anche rispetto e cautela nel maneggiarlo: quando lo si lavora le scorciatoie non portano mai a risultati soddisfacenti, e crediamo che questa regola valga in tutti gli ambiti lavorativi.

Vi è mai capitato che si rompesse un'opera completa? Come vi siete sentiti?

Ci è capitato più di una volta: in quel momento cadono le braccia, ma il disappunto dura poco e quando ci si rimette all'opera per rifare il lavoro si cerca di migliorarlo, se possibile, o di mantenere il livello qualitativo elevato se l'opera era già ben riuscita.

Per ulteriori informazioni sul festival "Liberi come Epicuro" e per sapere come prenotarsi e ricevere gratuitamente i gadget: https://vivere.biz/bpkQ






Questa è un'intervista pubblicata il 21-07-2020 alle 00:01 sul giornale del 22 luglio 2020 - 364 letture

In questo articolo si parla di cultura, intervista, Netanya Primicino Coen, liberi come epicuro

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