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comunicato stampa

Amianto nei cinema e teatri? L'ALA chiede rassicurazioni. "Gli usi insoliti della sostanza killer sono sempre stati tantissimi"

3' di lettura
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da Carlo Montanari
presidente A.L.A.

cinema
Nel corso del tempo l’amianto è stato usato ed utilizzato in tanti modi. Sebbene tali usi vengano definiti rari, restano insoliti e soprattutto pericolosi, molto pericolosi!

Ecco perché mi rivolgo alle autorità sanitarie e cittadine affinché rassicurino il sottoscritto ed i cittadini sull’eventuale presenza nei cinema e nei teatri della città di Senigallia all’interno di pannelli assorbenti ed anti incendio.

D’altra parte, in passato l’amianto è stato impiegato in: adesivi e collanti, tessuti ignifughi per arredamento come tendaggi e tappezzerie, tessuti per imballaggio, tessuti per abbigliamento ignifughi e non come feltri per cappelli, cachemire sintetico, coperte, grembiuli, giacche, pantaloni, ghette, stivali, carta e cartone (filtri per purificare bevande, filtri di sigarette e da pipa, assorbenti igienici interni, supporti per deodoranti da ambiente, suolette interne da scarpe).

Nei teatri (sipari, scenari che simulano la neve, per protezione in scene con fuoco, per riprodurre la polvere sulle ragnatele, su vecchi barili), sabbia artificiale per giochi dei bambini, trattamento del riso per il mercato giapponese.

Dall'antichità fino all'epoca moderna, l'amianto è stato usato per scopi “magici” e “rituali”: i Persiani e anche i Romani usavano l'amianto per avvolgere i cadaveri da cremare, allo scopo di ottenere ceneri più pure e chiare. Una credenza popolare diceva che l'amianto fosse la “lana della salamandra”, l'animale che per questo poteva sfidare il fuoco senza danno.

Marco Polo ne “Il Milione” sfata questa leggenda e racconta che nella provincia cinese di Chingi-talas, il materiale veniva filato per ottenere un tessuto da tovaglie. Risale al ‘600 la ricetta del medico naturalista Boezio che dimostra l'uso dell'amianto nelle medicine dell'epoca.

L'amianto è rimasto presente nei farmaci sino agli anni '60 per due tipi di preparati: una polvere contro la sudorazione dei piedi ed una pasta dentaria per le otturazioni. La prima utilizzazione dell'amianto nell'industria risale alla fine del 1800: nello stesso periodo, in Austria, inizia la produzione di cemento-amianto. Nei primi del ‘900, l'amianto viene usato nelle metropolitane di Parigi e di Londra per sostituire materiali facilmente infiammabili o che producevano scintille. Nel 1932 viene usato per la coibentazione del transatlantico Queen Mary.

Questi eventi furono molto reclamizzati tanto da indurre una eccessiva confidenza con l'amianto fino a favorirne una massiccia diffusione in scuole, ospedali, palestre, cinema oltre che in tutti i settori industriali.

In Italia nella seconda metà degli anni '50, si iniziano a coibentare con l'amianto le carrozze ferroviarie, fino ad allora isolate con sughero. Nel 1912 un ingegnere italiano costruisce per primo una macchina per la produzione di tubi in cemento-amianto. La produzione e l'uso di manufatti in cemento amianto per l'edilizia sono aumentati fino al 1994, dopo di che sono cessati in seguito all'entrata in vigore della Legge 257/92.

Insomma, leggendo tutti gli usi dell'amianto compresi i pannelli assorbenti e antiincendio nei teatri e cinema, la preoccupazione non manca.

Mi auguro dunque di ricevere informazioni a riguardo.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-07-2020 alle 15:21 sul giornale del 22 luglio 2020 - 520 letture