Cna, "Tra aprile e luglio le imprese hanno resistito"

Cna 2' di lettura Senigallia 16/07/2020 - Sorpresa. Il lock down non ha cancellato la voglia di fare impresa dei marchigiani. Nel periodo tra aprile e luglio il saldo tra aperture e chiusure di attività di attività è stato positivo, anche se la nascita di nuove aziende ha registrato una frenata rispetto allo stesso periodo del 2019.

Tra aprile e giugno il numero delle imprese marchigiane ha ripreso a crescere per effetto delle 1.222 nuove attività a fronte delle 919 che hanno chiuso i battenti, con un saldo di 303 imprese in piu. Nel secondo trimestre del 2019 erano nate 2.222 imprese ma avevano chiuso in 2.134 (+88) Continuano a crescere forte soprattutto le societa'di capitale ( +177) ma anche le imprese individuali (+147) e tirano sia i servizi avanzati sia quelli alle persone e all'intrattenimento.

Tra le manifatture crescono non solo gomma-plastica e attività di installazione riparazione e manutenzione macchine e impianti ma anche carta, elettronica e mezzi di trasporto.

E' soprattutto il dato delle cessazioni a risultare in forte calo nel II trimestre 2020: era il quadruplo nel trimestre precedente e più che doppio nello stesso trimestre dell'anno prima. Come se gli imprenditori marchigiani avessero deciso di aspettare l'autunno per tirare le somme e decidere se andare avanti o chiudere le attività. Resta comunque negativo il dato del primo semestre dell'anno, con un calo di 1.318 imprese, di cui 1.621 tra gennaio e marzo, non compensate dall'aumento di 303 imprese nel secondo trimestre.

I dati Infocamere sono stati elaborati dal Centro Studi Cna Marche.

Come aiutare le imprese marchigiane a restare sul mercato?

"Ricerca, innovazione tecnologica e digitalizzazione" afferma il segretario Cna Marche Otello Gregorini "sono fondamentali per la competitività territoriale. Durante la fase di lockdown abbiamo compreso l'importanza della digitalizzazione di imprese e territori. Ne va favorita la diffusione attraverso bandi mirati per le piccole imprese e la loro messa in rete con le università ed i centri di ricerca regionali. Inoltre occorre rafforzare la presenza delle piccole e medie imprese sui mercati esteri dopo la frenata provocata dalla pandemia. Occorre qualificare l'offerta dei prodotti e dei servizi, puntando sulle potenzialità dei nostri territori, coniugando ambiente, cultura, arte, enogastronomia, agroalimentare. "



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-07-2020 alle 19:11 sul giornale del 17 luglio 2020 - 196 letture

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