Alessandro Merli, attivista e operatore socio-sanitario è il candidato sindaco di Potere al Popolo

3' di lettura Senigallia 15/07/2020 - Grande soddisfazione per la giornata di martedì, partita con un presidio di lancio della campagna politica di Potere al Popolo Senigallia e di netto posizionamento rispetto alle politiche anti-democratiche dell’attuale amministrazione, che già 2016 imponeva il limite massimo di due banchetti mensili per forza politica in periodo di pre-campagna elettorale.

Cosa, questa, che rendeva di fatto impossibile raccogliere le firme necessarie a presentarsi per tutti quei soggetti che non hanno vie di accesso preferenziali o santi in paradiso. In Piazza Roma, sotto la sede del Comune di Senigallia, abbiamo perciò palesato come tali scelte siano la rappresentazione plastica di un modello a tutele differenziate, dove i diritti formalmente sono garantiti ma sostanzialmente preclusi, per lo meno alla maggioranza.

Parliamo del modello di cui il Partito Democratico si fa inequivocabilmente tetro portavoce, ma che è sostenuto e riprodotto da tutte quelle forze che invece di rompere gli schemi, scelgono di non vedere e di muoversi in compatibilità con gli interessi datoriali. Dai sindacati confederali, sordi di fronte alle istanze dei tanti lavoratori precari, in nero, grigio, che animano la nostra stagione negli chalet, nei bar, nei teatri all’inconsistenza dell’ispettorato del lavoro cieco di fronte ai turni massacranti proposti in riviera o alle condizioni da pollaio in fabbrica. Parliamo di un modello che garantisce l’accesso all’abitare, al lavoro, alla sanità, alla scuola una tantum, anche dopo mesi di lockdown in cui la maggior parte della popolazione ha rischiato il lavoro, la vita, la salute.

Misure tampone, emergenziali per una crisi che non ha niente di emergenziale ma tanto, troppo di strutturale. Parliamo di un modello che parla di autonomia locale, a suon di ordinanze antimovida, invece che al ritmo di assunzioni di responsabilità chiare. Come nel caso della sanità pubblica, perché se è vero che la competenza è regionale, è compito, dovere dell’amministrazione comunale fare il possibile per assicurare il benessere dei propri cittadini, prendendo, quindi, posizione di fronte - un esempio fra tanti - allo smantellamento reparto per reparto del nostro ospedale invece che chiudere le porte del consiglio comunale e andare a visitare cliniche private che di questa crisi sanitaria hanno visto ben poco.

Queste sono state le parole degli interventi durante il presidio, mentre sopra, gli amministratori riuniti in Giunta, deliberavano, finalmente, dopo settimane di telefonate tra mille uffici e pressioni una deroga alla normativa, raddoppiando il numero dei banchetti a nostra disposizione! Sicuramente si tratta di una vertenza specifica e limitata temporalmente ma rimane un segno di come gli assetti apparentemente democratici in cui viviamo trovano linfa nelle disuguaglianze che abitiamo, nel sottobosco di disagio cui siamo confinati. E la vittoria di ieri dimostra, come d’altronde ben ci insegnano i comitati della nostra città, che la lotta paga e che la rabbia che proviamo può e deve avere posto negli spazi pubblici dei nostri territori.

Di questa rabbia abbiamo parlato la sera riuniti in assemblea pubblica nel parco di Borgo Molino, srotolandola come il filo rosso della nostra proposta politica, per dare voce a un’alternativa di sistema che, senza mediazioni, sia la rappresentanza degli interessi delle classi popolari del nostro Paese. Una rappresentanza autonoma e indipendente, che è quello che caratterizza il DNA di Potere di Popolo, per smettere di essere compatibili con l’esistente, spostando le virgole dei tagli e dei finanziamenti a pioggia, a livello locale come regionale, come nazionale.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-07-2020 alle 19:22 sul giornale del 16 luglio 2020 - 1056 letture

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