ComunicArte: alla Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno la “Passeggiata amorosa” di Giuseppe Pellizza da Volpedo

4' di lettura Senigallia 13/07/2020 - “La cultura si fa insieme” è il motto che apre la pagina dei Musei Civici di Ascoli Piceno e ci sembra giusto condividerne il pensiero. Terminata la chiusura imposta dall'emergenza sanitaria, il 30 maggio i nostri musei hanno riaperto al pubblico – precisazione dovuta: la chiusura è stata fisica, ma non culturale, molte sono state le iniziative sui social per far conoscere le collezioni.

La settimana scorsa abbiamo visitato la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, che ha sede presso il palazzo dell'Arengo, nel cuore della cittadina. La storia della collezione è cronologicamente ampia e frutto di acquisizioni successive; noi ci soffermeremo su uno dei pezzi più noti: “Passeggiata amorosa” di Giuseppe Pellizza da Volpedo; si tratta di un olio su tela di 100 cm di diametro, realizzato nei primissimi anni del Novecento. L'opera è stata acquistata dal medico Antonio Ceci nel 1909 ed è entrata a far parte della collezione civica come lascito testamentario alla sua morte nel 1920.

La tecnica di esecuzione la colloca nel movimento italiano del Divisionismo, al quale Pellizza si avvicina dopo un brevissimo soggiorno a Parigi datato nel 1889 e che sicuramente lo porta a contatto con il cromoluminismo di Seurat, primo movimento che tenta di superare l’approccio sensibile alla pittura impressionista mediante la scienza. Il Divisionismo fa la sua comparsa al grande pubblico alla Triennale di Milano del 1891, organizzata dall'Accademia di Brera (che Pellizza ha frequentato nel 1883-1884 senza troppo entusiasmo). Molti storici hanno considerato la nascita del Divisionismo come la risposta italiana al cromoluminismo francese, tuttavia, pur essendo entrambi fortemente influenzati dalle nuove scoperte nell'ambito della luce e della scomposizione del colore, il gruppo italiano si distingue nettamente da quello francese per temi affrontati e pennellate.

La Francia postimpressionista è ancora legata alla tradizione precedente nella rappresentazione di ambienti borghesi, in Italia invece si prediligono tematiche simboliste, sulla scia della produzione europea, e sociali: la fine dell'Ottocento è un periodo di pesantissimi contrasti sociali ed economici, dove gli artisti non rimangono fuori dal dibattito, anzi affrontano sulla tela i temi di attualità, come Emilio Longoni, che espone “L'oratore dello sciopero” [1891, olio su tela, 193x134 cm, Pisa, Collezione privata] alla prima mostra del Divisionismo e lo stesso Pellizza che, dopo una lunga gestazione, nel 1901 conclude “Il Quarto Stato”. Grande clamore di pubblico è suscitato da entrambe le tecniche: il cromoluminismo, noto al pubblico francese all'ultima grande mostra degli Impressionisti del 1886 e unico motivo che spinge molti alla visita, è meglio noto con il termine di puntinismo, per l'accostamento dei puntini sulla tela, soprattutto di colori complementari, che danno il massimo della luminosità; gli artisti italiani invece usano tratti sottili e filamentosi di colori giustapposti, riproducendo una realtà intrisa di luce, tuttavia la scomposizione cromatica è meno scientifica.

Nella “Passeggiata amorosa” l'emergenza sociale lascia spazio all'amore; il soggetto può essere ricondotto alla serie degli Idilli: una giovane coppia passeggia in un contesto bucolico immerso in una luce caldissima. Entrando nella stanza che conserva l'opera di Pellizza, Fior di Vita, il visitatore è subito colpito dalla luminosità del tondo, una forma non scontata, con una sua tradizione che affonda quantomeno nel Rinascimento, sicuramente vicina alla sperimentazione di Segantini, che sceglie un ovale per la sua “Dea dell'amore” [1894-1897, olio su tela, 210x133 cm, Milano, Galleria d'Arte moderna] ad assecondare la sensuale sinuosità della dea. C'è un effetto sinestestico: l'incedere della passeggiata è scandito dalla voce femminile, che immaginiamo di ascoltare, dal fruscio della veste, dal rumore della natura circostante.

La luce è la grande protagonista: definisce gli estremi degli arbusti in primo piano, sono tocchi di colore sulle foglie; fa splendere gli innamorati attraverso la linea che segue i loro profili; rende evanescente i grandi alberi in secondo piano, la cui materialità è annullata da lunghi filamenti dorati. L'invito dell'associazione culturale ComunicArte, che da il nome a questa rubrica, è quello di visitare la Pinacoteca Civica di Ascoli, per ammirare da vicino l'opera di Pellizza da Volpedo, ma anche il resto della pregiata collezione.

da Giulia Sabbatini


da Associazione culturale ComunicArte







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-07-2020 alle 12:00 sul giornale del 14 luglio 2020 - 248 letture

In questo articolo si parla di cultura, mostra, comunicato stampa

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