Fermo: Eventi all'aperto, alla scoperta di ambienti, paesi e gente del territorio nel programma del FAI fermano. Parola della capo delegazione della Provincia di Fermo Rossella Falzetta

4' di lettura Senigallia 07/07/2020 - Tornano " Le Marche fantastiche che non conosciamo" e parte il nuovo progetto “ L’Archeologia delle genti del Tenna”

Galeotta fu quella tessera di iscrizione al FAI che sua madre molti anni fa le regalò per Natale. E’ cominciato così il suo avvicinamento al Fondo Ambiente Italiano, dapprima come volontaria per dare una mano alla capo delegazione di allora che ne aveva bisogno. Fino al 3 maggio del 2018, data in cui il titolo di capo delegazione FAI della provincia di Fermo è stato affidato a lei. Rossella Falzetta, di Porto Sant’Elpidio, avvocato di professione, lo racconta in questo modo l'inizio di questa sua esperienza piena di soddisfazioni. Perché la sua sensibilità e il suo amore per le bellezze architettoniche e paesaggistiche del territorio, trovano radici profonde proprio nella sua essenza e nell’insegnamento di una madre che, prima di lei, ha militato per anni con passione in questa fondazione. Quando si dice che il frutto non cade lontano dall’albero. Un patrimonio di famiglia, insomma.

Ma quale impronta sta dando al suo mandato?

“ Seguo il solco tracciato da chi mi ha preceduto e le linee guida centrali, con un indirizzo personale nelle attività culturali e attenzione all’ambiente. Perché, come dice la nostra Fondatrice Giulia Maria Crespi, se il suolo su cui insistono i beni immobili non è salvaguardato, trascina via tutto il resto”.

Secondo la Falzetta il punto di forza è la squadra che coordina, formata da delegati scelti personalmente, a ciascuno dei quali è assegnato un settore specifico. Sette settori per la precisione e tra questi, la cultura, la comunicazione, l’ ambiente.

“ La forza sta nell’armonia del gruppo e delle decisioni prese in condivisione, nella passione di tutti i volontari che ci mettono testa, anima e cuore e sono sempre al nostro fianco, che ci aiutano a portare avanti un sodalizio che ha soprattutto una funzione educativa, tanto che la Scuola è il nostro primo alleato. Se in provincia di Fermo abbiamo circa 1000 iscritti, se il Fai muove così tante persone e se abbiamo una sezione di tanti giovani, è perché, al di la di tutto, c’è una passione comune, per i beni architettonici e l’ ambiente, che vanno protetti e lasciati come patrimonio a chi verrà dopo di noi. Sapere che qualcuno si prenderà cura di tutte le bellezze di cui il nostro territorio è ricchissimo e le proteggerà lasciandole al futuro è la leva che ci spinge e appaga lo spirito”.

Già. Ma cosa sta facendo e intende fare il FAI in questo “storico” anno 2020 che ha scombinato tutti i piani?

“ Partendo dall’assunto che il Covid ha stravolto il calendario consueto, come le giornate FAI di primavera, abbiamo optato di ripartire con l’organizzazione di eventi all’aperto che consentono di rispettare il necessario distanziamento sociale, spostando lo sguardo sul patrimonio naturale di “ casa nostra”, bellissimo e sconosciuto ai più. Mi riferisco a quello che si è svolto all’interno del Parco della Comunità di Capodarco, dove si estende un bosco di 7 ettari di macchia mediterranea che è stata una bellissima e sorprendente esperienza per i numerosi partecipanti. Rotto il ghiaccio, ora abbiamo in cantiere alcuni progetti importanti. Tra questi la riproposizione di “ Le Marche fantastiche che non conosciamo”, un nostro format originale che portiamo avanti dal 2017 che vede protagonista 1 paese ogni anno . Paese che “facciamo parlare” andandolo a conoscere in ogni suo aspetto peculiare, sviscerandolo da ogni punto di vista, grazie anche agli interventi di professionisti e appassionati conoscitori che ne raccontano l’identità e l’unicità. Abbiamo già toccato Montefortino , Montefalcone e Monte Rinaldo . A chi toccherà quest’anno non so, perché la scelta arriva come una ispirazione, una sorta di chiamata interiore”.

Altre novità?

“ Abbiamo anche un altro progetto importante a sfondo archeologico che raggrupperà le popolazioni autoctone del lungo Tenna , per l’appunto intitolato “ L’Archeologia delle genti del Tenna”, al quale stiamo lavorando con docenti universitari, comitato scientifico e in collaborazione con la Soprintendenza e il Polo Museale. Insomma il nostro caminetto è sempre acceso e le idee si coagulano attorno ad una una vision che attraversi la nostra storia e la proietti nel futuro, mantenendone le unicità. In autunno sono inoltre previste le giornate FAI.”

Un impegno volontario molto sentito quello della capo delegazione Falzetta, pieno di progettualità, tanto che viene da chiederle come riesce a conciliare tutto questo con il suo lavoro forense.

“ Semplice- conclude- non so stare senza fare nulla ed ho necessità di ingombrare anche il tempo libero, soprattutto se il frutto di questo impegno porta conoscenza, sviluppo e conservazione della miniera di bellezze che sono disseminate nel territorio e che meritano di rimanere conservate per ogni generazione umana”.






Questa è un'intervista pubblicata il 07-07-2020 alle 19:45 sul giornale del 08 luglio 2020 - 157 letture

In questo articolo si parla di cronaca, porto sant'Elpidio, intervista, marina vita

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