Arvultura: "Dopo le proteste soluzioni per le famiglie alloggiate all'Hotel Trocadero"

2' di lettura Senigallia 07/07/2020 - La lotta paga. Basterebbe questo per riassumere il risultato ottenuto grazie al presidio, svoltosi il 25 giugno sotto il Palazzo Comunale, per chiedere alloggi più dignitosi per chi da anni abita nelle “catacombe” dell’Hotel Trocadero.

Aver reso pubbliche le condizioni d’insalubrità e d’insicurezza nelle quali erano stipate a spese pubbliche delle persone, denunciando così sia il lucro fatto sulla povertà da parte dei proprietari del Trocadero, che l’abbandono da parte dei servizi sociali, ha permesso di trasformare un problema privato e nascosto in una questione politica e pubblica. L’interlocuzione avuta con le istituzioni, prima con il Vicesindaco Memè e poi con l’assessore Girolametti e il dirigente Mandolini, è stata proficua perché ha permesso in un tempo breve di arrivare a un consistente miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie in questione, ma soprattutto di portare entro settembre alla chiusura del così detto “mezzanino” e cioè il piano sottoterra del Trocadero dove le persone che avevano perso la casa erano seppellite e spesso dimenticate.

Il fatto di aver migliorato le condizioni di vita di alcuni nostri concittadini e di aver ottenuto che i soldi pubblici non vengano più spesi per arricchire un privato che spacciava delle cantine per delle abitazioni, è per noi un risultato importante che serve ad affermare che la casa è un diritto inalienabile e non una gentile concessione. Questa vicenda dimostra come solo con la mobilitazione, il coinvolgimento di chi subisce un’ingiustizia, è possibile risolvere certe criticità. Per diverso tempo agli organismi preposti erano arrivate sollecitazioni, anche formali da parte delle stesse famiglie, che denunciavano la condizione, ma chi doveva non ha mosso un dito.

Chi oggi ricorda di aver fatto pressione evidentemente dovrebbe riflettere sull’efficacia del suo operato. Solo chi non ha padroni o padrini in nessun palazzo e in nessun partito, può concepire – come facciamo da sempre - l’organizzazione e l’azione politica come libera, radicale, diretta e autonoma. La vicenda del Trocadero mostra come anche nella nostra realtà di provincia ovattata e sonnolenta, si stiano acuendo situazioni già difficili, che la crisi sociale ed economica conseguente alla pandemia in atto ha ulteriormente drammatizzato. Su questo versante continueremo il nostro impegno già evidenziato dalle attività solidali di questi mesi, attività che come ha esplicitato la recente mobilitazione sotto il Comune dovranno, all’occorrenza, tramutarsi in conflitto e iniziative dal basso.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-07-2020 alle 18:59 sul giornale del 08 luglio 2020 - 564 letture

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