Fermo: #FERMORIPARTE. Musei aperti dal 30 maggio, gratis per un mese

4' di lettura Senigallia 28/05/2020 - Terremoto e si riparte. Coronavirus, si riparte anche stavolta. I musei di Fermo il 30 maggio riaprono finalmente i battenti.

«Ѐ stata compiuta un’operazione sorprendente, per nulla scontata, spontanea e positiva. Ci siamo posti la necessità di riaccompagnare i visitatori a rivivere i nostri monumenti e i nostri siti. Pertanto i cinque capoluoghi delle Marche si sono uniti: si parte tutti insieme, stesso giorno, il 30 maggio, a ingresso gratuito per un mese», annuncia l’assessore alla cultura Francesco Trasatti.

Porte aperte dal martedì alla domenica, dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 19.00, a Palazzo dei Priori, Cisterne romane e Teatro dell’Aquila mentre, per quanto riguarda Torre di Palme, il Museo archeologico sarà per il momento visitabile soltanto il sabato, la domenica e nei giorni festivi.

Lunedì 1° giugno, in vista della festa della Repubblica, tutto eccezionalmente aperto.

Più avanti invece sarà la volta di Terminal e Musei scientifici.

«Siamo pronti a ripartire, andiamo avanti senza esitazione; è stato, come nel gioco dell’oca, un ritornare alla casella del via ma l’energia non ci manca. Si parte così, man mano aggiusteremo il tiro in base alle esigenze e alle richieste. Dopo le spiagge i musei, poi toccherà agli spettacoli dal vivo e alla programmazione estiva: stiamo procedendo secondo la tabella di marcia per riattivare l’estate», rassicura l’assessore. Per quanto riguarda i lavori di rifacimento del piano terra di Palazzo dei Priori Trasatti assicura: «tutto sta procedendo secondo un cronoprogramma. Prima del Covid era stato presentato il progetto di ristrutturazione del piano terra, è stato acquisito dall’ufficio tecnico secondo le tempistiche prescritte, adesso si tratta di fare un punto della situazione per un riassetto del piano finanziario».

«Ho visto due coppie di turisti (di certo marchigiani) stamattina in centro, questo mi fa ben sperare. Siamo ritornati al punto di partenza ma potrebbe esserci un vantaggio potenziale: alcuni posti turistici classici di grande affollamento quest’anno saranno meno appetibili, farsi trovare pronti è una possibilità nella difficoltà per Fermo», sostiene il sindaco Paolo Calcinaro, che rilancia: «riattivare il sistema dei musei non significa mostrare quanto siamo belli ma oggi significa soprattutto sostenere l’economia; ci auspichiamo un flusso di visitatori che possa far ripartire alcune fra le nostre attività più penalizzate che rischiano di andare in pezzi (bar, alberghi, ristoranti, etc.); si parla di economia, di supportare famiglie, gente della nostra città».

«Il senso di frustrazione per questo eterno ritorno alla casella del via lo condividiamo tutti. A Fermo lo sforzo che stiamo facendo per una quanto più possibile normale fruizione rispetto ai beni culturali è grande», l’osservazione di Achille Rosselletti, responsabile del progetto di riapertura a Fermo, in loco per alcuni sopralluoghi.

Dal punto di vista operativo visite contingentate; privilegiata la prenotazione via telefono (0734 217140) o via mail (fermo@sistemamuseo.it) per gestire nel miglior modo possibile le visite; le prenotazioni verranno scaglionate su una serie di visite guidate spalmate in diverse fasce orarie. Nessuno sarà respinto: il visitatore di passaggio che non ha prenotato sarà inserito in una delle visite in orario seguente. Personale in numero maggiore e individuazione di un sistema operativo che permetterà in tempo reale di sapere quante persone sono presenti, specie per gestire i visitatori in aggiunta che non hanno prenotato.

Tra Cisterne romane e Teatro dell’Aquila saranno garantiti 8 turni di visita, quindi gruppi ridotti sì ma più fasce di visita.

«Le imprese culturali, come Sistema Museo, che lavorano su dei mix di corrispettivi fissi e mobili in questa fase hanno visto una contrazione e un fermo rispetto ai ricavi mobili molto faticoso da sostenere», fa sapere Luca Covarelli di Sistema Museo. «L’incidenza dei ricavi mobili sul 2019 è del 40%, circa 3 milioni di ricavi mobili su un bilancio di 7 milioni e 500.000 euro; di questi 3 milioni di ricavi mobili stimiamo che nel 2020 torneremo a un valore di circa 750.000 euro. Non eravamo allenati alla pandemia ma in questi mesi stiamo tentando di dare risposte ripensando il tema della comunicazione, del turismo, del rapporto con il pubblico. Per i 240 lavoratori di Sistema Museo è stato richiesta fin da subito la cassa integrazione e con la riapertura avremo un mix tra turni di lavoro e cassa integrazione».


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 28-05-2020 alle 15:03 sul giornale del 29 maggio 2020 - 164 letture

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