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Antonio: 98enne e solo. Il quartiere e la Caritas si mobilitano

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di Niccolò Staccioli
senigallia@vivere.it


Antonio è un anziano signore di 98 anni. Incredibilmente rispetto alla sua età vive da solo, senza una badante, perché ama mantenere i suoi ritmi ed è autosufficiente, nonostante gli inevitabili acciacchi dell’età, dalla sordità alla vista limitata e i dolori.

Agnese - una sorella più giovane - lo aiuta per la spesa, le medicine da comprare in farmacia, le bollette da pagare e la gestione economica della vita quotidiana. Una sorella a cui è affezionatissimo, visto che Antonio non ha figli. Insieme ad Agnese c’è anche un vicino di casa di qualche anno più giovane ma arzillo come lui che gli suona il campanello per due chiacchiere o per sentire se ha bisogno di qualcosa. E poi ci sono i servizi sociali del Comune che monitorano attentamente la situazione.

Dopo pochi giorni dal blocco causato dal Coronavirus la sorella si sente male e viene ricoverata. È positiva al tampone. Il vicino di casa, nel rispetto dell’isolamento, non si fa più vivo. Antonio di colpo è solo. Solo e preoccupato per Agnese. Ma per fortuna l’intero quartiere si mobilita per procurargli la spesa, i medicinali, per portargli un pasto pronto, per stargli vicino e sapere come si sente. Lo mettono in contatto con il numero verde, così Caritas può scoprire questa storia di sofferenza e supportare i vicini di casa di Antonio.

Dopo due settimane di cure ospedaliere Agnese muore. Antonio non può nemmeno salutarla, ma ora ha scoperto che c’è un mondo fuori dalle mura di casa che gli vuole bene e che non lo lascerà solo.





Questo è un articolo pubblicato il 04-05-2020 alle 15:50 sul giornale del 05 maggio 2020 - 2227 letture