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Violenza domestica: come difendersi con l'aiuto delle tecnologie

3' di lettura Senigallia 29/04/2020 - La violenza domestica riguarda l'abuso di potere e controllo, che può assumere molte forme come testimonia la campagna della Polizia “Questo non è amore”. Spesso la tecnologia può servire come uno dei principali strumenti di controllo e oppressione, online e offline, a maggior ragione durante un periodo di coabitazione prolungata e vita di relazione fortemente limitata in maniera coatta come una quarantena.

L'abuso spesso inizia in modo sottile e peggiora nel corso del tempo, includendo un controllo ossessivo e nascosto per possessività mascherata da senso di protezione. Per questo è indispensabile creare un piano di sicurezza:

  • Chiamare uno dei Centri antiviolenza del Piemonte per un consiglio. Effettuare la chiamata in un momento sicuro e salvare il numero nella rubrica del telefonino, sotto altro nome non riconoscibile;

  • Preparare una borsa di emergenza che includa gli oggetti necessari per una fuga improvvisa, come vestiti e duplicati di chiavi. Tenere a portata di mano importanti documenti personali, denaro e farmaci da prescrizione in modo da poterli portare in breve;

  • Sapere esattamente dove e come arrivare alla destinazione protetta.

Proteggere le comunicazioni e la posizione è altrettanto imprescindibile - come fa notare Marco Lombardi, esperto di telefonia che scrive su sito www.reviewbox.it - per via della facilità raggiunta nel tracciamento di un utente, anche a sua insaputa: l'abusatore potrebbe intercettare le chiamate e ascoltare le conversazioni, usare l'ID del chiamante, controllare il cellulare o cercare nei registri del telefono per vedere la cronologia delle chiamate e degli SMS. Per questo ricordarsi di ripulire i riferimenti alle comunicazioni subito dopo e disattivare la geolocalizzazione. L'ideale sarebbe avere un telefono segreto, poiché uno con lo stalkerware installato può spiare tramite microfono o videocamera, anche in modalità aereo.

Sul computer è possibile che siano stati installati spyware per monitorare e-mail e i siti Web visitati, per cui meglio usare quello del lavoro, in biblioteca o a casa di un amico per chiedere aiuto o, comunque, avvalendosi della navigazione in incognito. Non dimenticare di cambiare spesso le password e-mail, scegliendone di impossibili da indovinare per chi abusa.

Se si condivide gli account con un partner violento, possono utilizzarli per tenere traccia di gran parte della tua giornata. "Più comunemente, gli utenti tentano di ottenere o conservare l'accesso ad account precedentemente condivisi come iCloud e Google (e i loro account di posta elettronica associati) o social media come Facebook e Instagram", ha affermato Marco Lombardi. Ciò può includere app di localizzazione, come Google Maps e Find My di Apple, che sono altrimenti legittime o app di monitoraggio della posizione di terze parti, generalmente catalogate come app di monitoraggio figlio o famiglia.

Nel caso di account iCloud o Google, l'accesso condiviso può garantire molte più informazioni, tra cui cronologia del browser, note, file, foto e altro. Se si è mai condiviso account come questo o se un abusante possiede potenzialmente una password perché ha acquistato o configurato l'app o il telefono, si cerchi di prenderne nota senza farsi notare.






Questo è un articolo pubblicato il 29-04-2020 alle 09:36 sul giornale del 29 aprile 2020 - 108 letture

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