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Coronavirus: depressione e insonnia aumenteranno anche dopo l'emergenza

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di Redazione


Molti esperti di salute mentale hanno inviato nelle ultime settimane messaggi preoccupanti sull'evolversi delle conseguenze psicologiche derivanti dalla diffusione del nuovo e pericoloso Coronavirus, per il quale prevedono inevitabilmente un forte impatto negativo sullo stile di vita di tutti anche ad emergenza cessata.

Mentre i lunghi momenti di distanza si trasformano in mesi, molte persone sperimentano un senso sempre maggiore di isolamento. L'incertezza su quando e come finirà la pandemia, la paura di essere infettati, la crisi economica che costa a molti italiani il lavoro e l'incoerente messaggistica sul virus proveniente da figure di spicco crea un senso di smarrimento e di impotenza: ecco perché diviene fondamentale avere dei punti di riferimento, persone con cui condividere preoccupazioni e svago, seppure a distanza.

Gli esperti hanno affrontato il problema dal punto di vista della probabilità dell'aumento esponenziale del numero dei suicidi in un articolo pubblicato sulla rivista The Lancet Psychiatry, in cui individuano otto fattori tecnologici, socioeconomici e sociali alla base di tale incremento. Anche in ambito italiano le università si sono mosse prontamente, come l'Università La Sapienza di Roma, per raccogliere dati sullo stato mentale della popolazione; qualcuno si è sbilanciato sul ritenere che alla fine della pandemia il 50% dei nostri connazionali avrà squilibri psicologici.

È possibile mitigare alcuni di questi effetti ora rafforzando l'accesso al trattamento

per le patologie preesistenti e per le difficoltà sopraggiunte, con un ampliamento della telemedicina per raggiungere gli esperti di salute mentale in sicurezza come già si sta facendo con il supporto psicologico telefonico. Anche in circostanze più normali, la solitudine prolungata può contribuire alla depressione e all'ansia, nonché a problemi di salute fisica.

Uno studio del 2016, ad esempio, ha scoperto che essere soli era associato ad un aumentato rischio di ictus e malattie cardiache. Mentre molte persone possono provare maggiori sentimenti di ansia nella pandemia, la maggior parte di coloro che soffrono di tale angoscia probabilmente non svilupperà una psicopatologia; tuttavia, come rimarcato da Anna Cassinelli di HEALTHSPRING, un altro rischio concreto è quello dell'abuso di psicofarmaci e tranquillanti senza indicazioni mediche. Ciò può portare alla dipendenza al livello di altre sostanze stupefacenti, per cui è altamente raccomandabile aiutarsi a sconfiggere l'insonnia o momenti di profondo down emotivo con piccole dosi di fitoterapici come estratti di teanina o olio di CBD.

Anche anni dopo l'uragano Katrina, le persone a New Orleans che erano state colpite dalla tempesta hanno riferito di problemi ad andare a lavorare durante la stagione degli uragani a causa di un trauma riattivato. L'epidemia di SARS nel 2003 ha anche portato ad alti tassi di Sindrome post-traumatica da stress e depressione tra i pazienti che avevano contratto la malattia, com'è successo anche in Sierra Leone a causa dell'epidemia di Ebola.

Problematica ancora più sentita nel caso del personale sanitario, che ha dovuto sopportare un carico enorme di stress sia fisico che emotivo. Turni di lavoro straordinari ad altra complessità, mentre il virus minacciava anche se stessi e i propri familiari.



Questo è un articolo pubblicato il 29-04-2020 alle 09:31 sul giornale del 29 aprile 2020 - 286 letture