contatore accessi

x

SEI IN > VIVERE SENIGALLIA > SPORT
articolo

Filippo Magnini: la vita dopo il ritiro tra poker sportivo e voglia di nuotare ancora

4' di lettura
155

di Redazione


Il 26 febbraio 2020 sarà un giorno che Filippo Magnini ricorderà per molto tempo. È la data della sentenza della Suprema Corte del Tribunale sportivo di Losanna che l'ha completamente scagionato dalle accuse ricevute, cancellato gli otto anni di squalifica comminati dalla giustizia italiana e permesso di togliere una brutta macchia da un curriculum di livello mondiale. E ora è già tempo di pensare a programmare il futuro.

“Non mi vedo nei panni da allenatore e nonostante i 38 anni mi sento ancora un atleta. Forse potrei anche tornare a nuotare...”. Con queste parole ricche di gioia e di soddisfazione Magnini ha recentemente commentato l'assoluzione e si è detto pronto a programmare il futuro. Un futuro che comprenderà sicuramente la famiglia (è in cantiere il matrimonio con la compagna Giorgia Palmas), un libro autobiografico in cui racconterà la carriera e le difficoltà degli ultimi anni e, perché no, un aumento delle presenze ai tavoli più importanti del poker sportivo internazionale, disciplina che il pesarese ama e in cui ha ottenuto buoni risultati negli scorsi anni.

Nei prossimi mesi, quindi, potremo anche ritrovare Magnini a competere con Michael Phelps, altra leggenda del nuoto e già professionista di buon livello con ottimi risultati nei principali eventi live. I due si sono già sfidati a distanza nel 2013, quando il pesarese faceva bella figura alle Poker Live Series di Saint Vincent e lo statunitense si divertiva con gli appuntamenti delle World Series di Las Vegas.

Qualunque sia la scelta di Filippo, poker o non poker, quella del 26 febbraio è stata una sentenza che ha ridato lustro non soltanto al singolo atleta, ma anche all'intero sport italiano che ha in Magnini una delle sue leggende. E pensare che erano in pochi a pronosticare un futuro di così alto livello per un ragazzo di talento ma a cui sembrava mancare la prestanza fisica degli altri nuotatori.

Da ragazzo Magnini è un ranista di buon livello e si rivela capace di vincere i primi titoli regionali e italiani di categoria. Nonostante il fisico acerbo, arrivano anche le prime convocazioni nelle nazionali giovanili, utili a fare esperienza e a prendere confidenza con il panorama europeo.

La svolta, però, arriva dopo qualche stagione. Con lo sviluppo, il ragazzo acquista peso e altezza e decide di lasciare la rana per dedicarsi a tempo pieno allo stile libero. Mai scelta fu più azzeccata. Negli stessi mesi, siamo nel 2001, Magnini decide di trasferirsi a Torino per farsi allenare da Claudio Rossetto.

L'intesa tra i due è immediata. In pochi mesi Filippo vince i primi titoli assoluti e viene convocato per la prima volta nella nazionale maggiore. Nel 2004, dopo i primi allori europei, “Superpippo” si guadagna il posto nella 4x200 stile libero che conquista il bronzo olimpico di Atene. Una medaglia che gli varrà anche il riconoscimento come “Cavaliere della Repubblica” consegnatoli dall'allora Presidente Carlo Azeglio Ciampi.

Il bello, però, deve ancora venire e nel biennio successivo il pesarese si affermerà come stile liberista di fama mondiale. Passato alla Larus di Rosolino e trasferitosi a Roma, sempre agli ordini di Rossetto, Magnini cresce ancora e dopo l'ennesimo titolo europeo compie in un'impresa mai riuscita a nessuno nella storia del nuoto italiano: la vittoria del campionato del mondo dei 100 stile libero, la gara regina, con il tempo di 48”12, a quei tempi seconda prestazione mondiale all time.

Un risultato che il pesarese bisserà due anni dopo quando, dopo aver conquistato l'oro europeo a Budapest del 2006, concederà il bis a Melbourne, dividendo il primo gradino del podio con il canadese Brent Hayden.

Nel 2012 l'ultima grande medaglia a livello continentale, l'ennesimo oro europeo nei 100 stile libero a Debrecen. Un titolo dal sapore particolare perché arrivato a poche settimane dall'investitura come capitano della spedizione azzurra alle Olimpiadi di Londra. A dicembre 2017 l'annuncio del ritiro dalle competizioni mette fine a una carriera tra le più importanti di sempre del nuoto tricolore.



Questo è un articolo pubblicato il 28-04-2020 alle 15:02 sul giornale del 28 aprile 2020 - 155 letture