Coronavirus, l'Ato Marche chiede alla Regione misure di prevenzione per i trapiantati d'organo

2' di lettura Senigallia 09/03/2020 - L’Ato Marche ha chiesto alla Regione un provvedimento urgente  in deroga alle attuali  norme per il reperimento dei farmaci  per i soggetti  trapiantati.

A spiegare la ratio della richiesta il presidente regionale dell'associazione trapiantati Andrea Vecchi. "Dopo il trapianto ci sono farmaci speciali che devono essere prescritti dagli specialisti del trapianto ed altri dal medico di famiglia - dice Vecchi - anche per il ritiro dei suoi farmaci il trapiantato deve recarsi per alcuni alla farmacia dell’Asur del territorio (aperta in alcuni giorni), per altri alle comuni farmacie. Nel momento in cui, per l’estendersi del virus nelle Marche, ai trapiantati è raccomandato di restare in casa e di non uscire, essi invece, a causa delle presenti norme , sono costretti a recarsi 4- 5 volte in giro e fare la fila per ambulatori, ospedali e farmacie per avere i propri farmaci salvavita,esponendosi al pericolo di contagio. L’Ato-marche chiede di mettere fine a questi giri pericolosi per i trapiantati attraverso un decreto regionale straordinario ed urgente in deroga che in primis autorizzi il medico specialista ed il medico di famiglia a prescrivere i rispettivi farmaci di competenza con ricette elettroniche, inviandole all’indirizzo email dei pazienti oppure,se questi non hanno la posta eletrronica, direttamente alla farmacia di riferimento del paziente. In secondo luogo un decreto che consenta di ritirare tutti i farmaci che il trapiantato deve assumere in una unica farmacia di riferimento, indicata dal paziente, ove un familiare puo’ agevolmente operarne il ritiro. Questa richiesta al governatore Ceriscioli è urgente e non deve ora passare attraverso i riti della solita burocrazia dei pareri tra le varie commissioni".

Questo servizio di dispensazione dei farmaci ai trapiantati, che l'Ato chiede ora a causa del coronavirus, non e’ una novità negli altri Stati e anche in qualche Regione del Nord, dove è già in vigore da decenni. "E anche noi l'avevamo già chiesto in passato - conferma Vecchi - l’Ato Marche si sta inoltre attivando anche per informare i pazienti trapiantati residenti nella nostra regione, sul comportamento da tenere in questa situazione di contagio per evitare l’infezione, particolarmente pericolosa per i soggetti immunosopressi: non uscire di casa; se al
lavoro, optare per il lavoro da casa; farsi fare un certificato medico prescrittivo di astensione dal lavoro".


da ATO - Associazione Trapiantati d’Organo delle Marche





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-03-2020 alle 19:32 sul giornale del 11 marzo 2020 - 683 letture

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