Meno parlamentari più democrazia? Certo che NO

3' di lettura Senigallia 04/03/2020 - Noi non crediamo, come Maurizio Perini, che il paese abbia bisogno di una “scossa”, termine evocativo di recenti calamità, o che siamo in una situazione di “paralisi” democratica. Le decretazioni d’urgenza sono espressione di governi deboli e di maggioranze fasulle, di leggi elettorali sbagliate e di scelte politiche discutibili. Non è una questione di funzionamento ma di democrazia.

Pensiamo invece che sia in corso un altro pesante attacco alla nostra Costituzione democratica che, attraverso lo smantellamento del diritto alla rappresentanza, mira al progressivo indebolimento dei partiti e dà luogo ad un pericoloso rigurgito antiparlamentarista. Ciò che viene perseguito è prima di tutto la neutralizzazione del controllo dal basso, del radicamento sociale, e in secondo luogo il restringimento dei limiti e dei vincoli dall’alto, e cioè da parte delle Costituzioni viste sempre più ormai come ostacoli piuttosto che come garanzia di diritti.

Con questa riforma il Parlamento conterà sempre di meno, sarà per l’appunto una maggioranza di parlamentari fortemente vincolati da chi deciderà della loro successiva elezione, a causa anche della progressiva perdita di legittimazione dei partiti, titolari delle funzioni di indirizzo politico e di controllo. Il nostro voto è una scelta o a favore della democrazia pluralistica costituzionale oppure a favore di un’involuzione personalistica e autocratica del sistema politico, involuzione che da tempo sta trasformando l’esercizio parlamentare della discussione in una sbrigativa questione di efficientismo aziendalista.

Non è piuttosto la mancanza di idee della nostra politica e di un orizzonte sociale che porta a pensare che in parlamento ci si vada per perseguire interessi diversi da quelli del bene comune?

La risposta è squisitamente politica e non può trovare soluzione al di fuori della politica e degli strumenti democratici della rappresentanza parlamentare.

3 RAGIONI PER DIRE NO elaborate dal prof. Musacchio che facciamo nostre

La prima: con la attuale legge elettorale e con listini bloccati e candidati nominati, i nuovi parlamentari saranno tutti indicati dalle segreterie di partito, sottraendo di fatto al Popolo sovrano totalmente il diritto di scegliersi i suoi rappresentanti. Deputati e senatori risponderanno al segretario del partito e non più agli elettori.

La seconda: con questa riforma la rappresentanza politica sarà concentrata nelle aree più popolose del Paese, a scapito di quelle con meno abitanti ma territorialmente più vaste, ed inoltre non tutela in modo adeguato le minoranze linguistiche.

La terza: eletto ed elettore, non avranno più legami e ciò favorirà ancor di più il distacco dei cittadini dalla politica, ampliando l’astensionismo e il disinteresse nei confronti delle pubbliche Istituzioni, soprattutto del Parlamento, l’unico luogo dove il cittadino dovrebbe vedersi democraticamente rappresentato. Un Parlamento con meno eletti, per giunta nominati, creerà di fatto una nuova cerchia ristretta di potenti.

LA DEMOCRAZIA NON VA TAGLIATA MA VA SOSTENUTA


Informiamo, inoltre, che il comitato del no si è allargato e continuano ad arrivare adesioni
i nuovi componenti:
Mauro Morandi
Simone Mandolini
Daniele Sole
Michele Pinto
Roberto Mancini
Roberto Primavera
Carlo Girolametti
Nausica Fileri
Franco Porcelli


da Comitato per il No – Referendum Costituzionale del 29 marzo
Coordinatori: Cecilia Riginelli, Riccardo Mandolini, Claudio Bonucci


dal Comitato per il NO
al referendum del 29 marzo





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-03-2020 alle 23:31 sul giornale del 06 marzo 2020 - 940 letture

In questo articolo si parla di referendum, politica, comunicato stampa, Comitato per il NO al referendum del 29 marzo e piace a Daniele_Sole

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