Jesi: Giornata di riflessione all’IIS Galilei: da “Saccio” a Cassioli, due grandi esempi

3' di lettura Senigallia 22/02/2020 - Giornata di riflessione sabato mattina per gli studenti dell’IIS Galilei: tra chi sceglie di abbracciare ad ogni costo la vita nonostante la cecità e chi la vita la perde a causa di scelte sbagliate altrui. Sono questi i due grandi esempi affidati alle riflessioni degli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Jesino.

Nell’aula magna d’Istituto circa 800 studenti si sono trovati a riflettere sulla fragilità della vita, il dolore di una vita spezzata, l’uso di alcol e stupefacenti alla guida. Scoprire la morte di un amico con un tam tam sui social o quella di un figlio con una maledetta chiamata. Una vita spezzata quella del 14enne corinaldese Francesco Saccinto che nel settembre 2013 stava rientrando a casa con la sua moto. Francesco aveva sogni, un giovane amore e un futuro infranto come portiere. “Il calcio era per lui”, tutto il suo mondo. Ha spiegato ad un folto pubblico di studenti dell’IIS Galilei di Jesi, dopo la proiezione del Docu-Film “Ogni Giorno” di Luca Pagliari, il papà Vittorio ancora avvolto nel suo dolore. Non era bravo a scuola, “Saccio”, che frequentava il Corinaldesi di Senigallia ed aveva “guadagnato” già tre debiti. Era un adolescente come tanti che ogni mattina si svegliava e comprava la gazzetta dello sport per commentarla con gli amici. Era lui nel campo da calcio, lui nella vita da amico, lui che viveva un amore nella semplicità dei suoi anni. Lui centrato ed ucciso da un uomo in stato di ebrezza. Nella vita si va avanti, si deve. Ma il vuoto resta. E resta anche impressa nei ricordi di un padre l’immagine di una moto distrutta, in tre pezzi, così il ricordo, conservato, del casco di Francesco. “Francesco non ha potuto scegliere, qualcuno ha scelto per lui.” ha parlato ancora agli studenti, chiudendo il dibattito, Vittorio Saccinto che da anni sensibilizza insieme alla moglie Simonetta sul tema ed ha fondato l'associazione rose sull'asfalto.

La verità è che possiamo scegliere, ogni giorno, quale vita vivere se una vita, anche nelle difficoltà, ci è data. Lo sa bene Daniele Cassioli, pluricampione paralimpico di sci nautico, che ha accolto sempre sabato mattina, al Teatro Pergolesi, le classi quinte dell’ISS Galilei. Una storia dei nostri giorni che narra del più forte sciatore paralimpico di tutti tempi ed infonde fiducia nella vita, anche agli occhi dei ragazzi, nonostante le avversità. Cassioli, cieco fin dalla nascita, ha giocato sul suo handicap con ironia: "Pensate che noia se tutti fossimo uguali". E poi la sua storia e di come lo sport sia diventato la sua ragione di vita che lo ha portato, anche al di fuori di quella disciplina, a superare ogni ostacolo. Tre record mondiali, ventidue medaglie d’oro ai Mondiali e venticinque agli Europei. Sono questi i traguardi sportivi del 35enne, ma la sua voglia di vincere è andata oltre: prima una laurea in fisioterapista da 110 e lode e poi la volontà di fondare una onlus dedicata ai bambini, quelli che come lui non hanno avuto il dono della vista. La sua vita raccontata in un libro, “Il vento contro”, che il Lions Club locale ha voluto sottoporre all’attenzione delle giovani menti del Galilei.

Due momenti di riflessione diversi, ma unici a cui vanno i ringraziamenti del Dirigente dell’IIS Galilei Luigi Frati che ha voluto ricordare quanto sia importante sensibilizzare i giovani ad una guida sicura, senza eccessi di velocità, né abusi. Ma anche ribadire ai suoi studenti, citando il pluricampione Cassioli, che “La forza necessaria per superare i nostri limiti è già dentro di noi”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-02-2020 alle 18:07 sul giornale del 24 febbraio 2020 - 378 letture

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