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Estate 2020 Marche: come incrementare il turismo balneare

6' di lettura Senigallia 04/02/2020 - Il turismo è un settore sempre più in sofferenza. La crisi economica degli ultimi anni lo ha toccato nel profondo. Sempre meno persone riescono a concedersi una vacanza e, qualora ci riescano, in genere dura pochi giorni e con un budget contenuto. I portafogli e i conti in banca sono scarni e occorre adeguarsi.

La crisi ha toccato molto da vicino le località balneari che, se nel 2006 avevano il 32% di presenze su tutta Italia, ora vedono la sua percentuale assestarsi sul 29,5%.
Il turismo balneare si basa su una presenza generalmente italiana, gli stranieri preferiscono di gran lunga le città d'arte, in cui ammirare le meraviglie storiche dell’Italia.

Nonostante ciò, dal 2006 al 2016, l'arrivo straniero nelle città balneari ha visto un incremento del 19,2%, con un -7,6% per gli italiani. Questo ha permesso la crescita degli arrivi nelle località balneari di +17,8% complessivo e le presenze +1,1%.

In netta crescita sono anche e soprattutto le città d'arte con il +25,2% di arrivi e il +20,6 di presenze, con un tasso medio di crescita annua che si fissa sull'1,9%. L'aumento ha riguardato sia i vacanzieri italiani che quelli stranieri.

Le città che hanno ottenuto il maggiore incremento della presenza turistica straniera sono state Orbetello, Capri, Chioggia; per quanto riguarda il turismo italiano, invece, si annovera Vieste, Bellaria Igea Marina e Riccione.

In Italia, le strutture ricettive sono circa 47.000 che, tra 2006 e 2016, hanno visto un calo di 2,6% sul loro numero complessivo, soprattutto per quanto riguarda le strutture extralberghiere. Le città che hanno registrato il maggior aumento dei posti letti sono Vieste, Orbetello e Capri.

Il turismo nelle Marche

A causa del terremoto del 2016, le Marche hanno sentito il bisogno di riqualificare il territorio per riportare il turismo ai livelli passati e parte della popolazione ha basato la propria attività sui turisti.
Le indagini statistiche portate avanti da Confartigianato, hanno raccolto dati per nulla incoraggianti. Tra le regioni italiane, le Marche sarebbero da porre all'ultimo posto per quanto riguarda il turismo. La regione non è ancora uscita dalla crisi determinata dai crolli del 2016 e avrebbe bisogno di porre fine a questo vortice negativo che ha inghiottito le strutture recettive alberghiere e non, toccando un -13,3% nelle presenze.

Secondo Giuseppe Mazzella, presidente di Confartigianato, occorre prescindere dalla bella stagione e trovare metodi che riescono a spingere la riqualifica del territorio e sfruttare al meglio le possibilità che la regione offre.

In questo territorio, sono ben 8500 le imprese artigiane a sfondo turistico che credono nella rinascita per uscire dalla crisi. La città con il maggior numero di imprese è Fermo, seguita da Macerata, Pesaro-Urbino, Ascoli, Ancona.

Ma non tutti credono nella crisi e Moreno Pierini, assessore regionale al turismo, dice di basarsi sui numeri ricavati dai registri delle strutture alberghiere, cifre che parlerebbero chiaramente di una ripresa. Non bisogna, dunque, creare allarmismi inutili che finisco per mandare nello sconforto gli esercenti del settore.

Come valorizzare il territorio

Il territorio marchigiano ha scelto il turismo come elemento distintivo della sua identità produttiva e culturale, per loro non è un mero settore produttivo, ma qualcosa che fa parte della sua natura economica. Vanno studiate delle soluzioni che permettano di alimentare il settore. Poco percorribile è la strada che prevede l'aumento delle strutture alberghiere, che provocherebbe un impatto ambientale rilevante.

Non è detto che i numeri del turismo crescano, e le strutture ricettive che verrebbero create, non sarebbero sostenibili dall'ambiente e dagli impianti idrici che faticherebbero a soddisfare tutta le richieste. Le strade migliori da intraprendere sono essenzialmente due:

· Miglioramento ambientale mediante interventi nel settore ricettivo: non dar spazio a nuove strutture, bensì ottimizzare quelle già esistenti, in modo da offrire un servizio che riesca a soddisfare le richieste della clientela e, in qualche modo, fidelizzarla. Tutto ciò senza sottoporre il territorio a uno stress eccessivo, esponendolo a soluzioni non sostenibili. Un esempio di eccellenza per le strutture balneari e per i comuni che vivono di questo turismo, consiste nella preparazione delle spiagge prima del periodo estivo. Le mareggiate invernali, infatti, rendono le spiagge meno ospitali e meno scorrevoli. Prevedere per tempo soluzioni come lo spostamento della sabbia alla sua posizione originaria, mediante l’utilizzo di apposite attrezzature come la benna mordente per escavatore, non richiede costi alti, ma garantisce risultati di massima resa, di certo apprezzati sia dal turista che dal cittadino.

· Destagionalizzazione e aumento delle presenze in bassa stagione: come anticipato prima, occorre che il turismo sia una risorsa per l'intero anno e non solo nella stagione estiva. Se il turismo è un tratto distintivo del territorio, è giusto che le sue potenzialità vengano sfruttate a pieno. Migliorando le strutture ricettive, sarà possibile attirare i turisti tutto l'anno, senza creare dei buchi produttivi in mesi che non sono stati opportunamente sfruttati.

Tra il 2018 e il 2019, sono stati stanziati ben 8 milioni di euro sulla promozione turistica a livello regionale: 25 milioni sono andati per le ricostruzione delle strutture alberghiere danneggiate dal terremoto e anche gli stabilimenti balneari presto vedranno un bando per l'incremento e la gestione delle spiagge. 27 milioni sono, invece, andati alle piste da bike per rendere il territorio estremamente vivibile sia per i turisti stranieri che per quelli italiani.

Fiore all'occhiello della rinascita sarà, inoltre, l'aeroporto che aprirà ai voli internazionali. Sarà la spinta per far convogliare nuove forze nel mercato marchigiano, che punta a tornare di nuovo ai livelli a cui si assestava prima del terremoto. La pubblicità sarà uno dei mezzi autorizzati, i piccoli schermi manderanno un messaggio pubblicitario per invogliare chiunque abbia intenzione di mettersi in viaggio, di recarsi nei suoi territori.

Ottimismo in merito arriva anche da Paolo Marasca, assessore al turismo per il comune di Ancona, che crede fermamente nella crescita di Ancona e delle Marche. A suo parere, occorre che l'ente regione si metta a servizio dei privati che vogliano intraprendere il cammino dell'investimento nel settore turistico.

Questi soggetti vanno istruiti fornendo loro tutti i dati necessari affinché possano investire consapevolmente e che lo facciano su target completamente nuovi, perché le Marche sono in grado di accontentare qualsiasi tipo di richiesta che derivi dal mercato.

L'intento è quello di fare diventare le città marchigiane una prima scelta per i turisti e non una seconda scelta o una zona di passaggio nel viaggio verso altre mete e Ancona, Ascoli e tutte le altre città hanno tutte le potenzialità per farlo.






Questo è un articolo pubblicato il 04-02-2020 alle 18:30 sul giornale del 04 febbraio 2020 - 753 letture

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