Grand Tour della Cultura al Museo di Storia della Mezzadria

2' di lettura Senigallia 20/01/2020 - Sabato 18 gennaio, per il Grand Tour della Cultura, il Museo di Storia della Mezzadria Sergio Anselmi ha fatto conoscere la storia e l’uso di molti oggetti esposti attraverso i racconti di chi quella storia l’ha vissuta direttamente o indirettamente.

E così nella stanza n. 2 (Carri e carretti) Giancarlo Salvatori ha spiegato come si riusciva a mettere i cerchi di ferro alle ruote dei birocci e perché questi avevano il timone ricurvo, per poi passare al piano superiore e spiegare il funzionamento della falciatrice trainata da buoi per la formazione di mucchi di grano (pecorelle), e, nella stanza 11 (Stalla), ha spiegato i motivi per i quali d’inverno si trinciava fieno con paglia e tante altre cose sulla varietà d’animali da lavoro, su aratri, ecc.; nella stanza 27 (Vanghe, zappe, ecc.) il professore Edoardo Biondi ha illustrato le sei fotografie qui esposte di Mario Giacomelli facendo capire come l’agricoltura sia cambiata e che cosa la perdita progressiva di humus abbia comportato per il territorio; Gianluigi Mazzufferi nella stanza 25 (Tagliole, trappole volatili) si è soffermato sull’importanza della caccia come strumento di protezione e anche di sostentamento soprattutto nelle campagne e ha descritto varietà di tanti richiami: truffelli, zimbello, reti per quaglie, trappole per talpe, ecc.; Emilio Simonetti ha spiegato l’uso degli oggetti presenti nella cantina del mezzadro (stanza 21) e ha parlato di come un tempo veniva prodotto il vino; Fernando Fattore ha spiegato il funzionamento dei macchinari della stanza 3 per la ventilazione del grano (buratto, ventilatori); Simone Paolini (stanza 9, Canapa) ha coinvolto bambini e adulti in una dimostrazione pratica di come l’uso di carrucole differenti per corde della stessa misura, un tempo realizzate in canapa dai cordai, permetta di sollevare gli stessi pesi con varietà di forza.

Nel pomeriggio, in un salone gremito al massimo della capienza, il professore Fabio Ciceroni ha coinvolto il pubblico in una partecipata conversazione sulla importanza e sui caratteri della “festa del maiale”. Non ha potuto partecipare per motivi di salute Natale Perini, che avrebbe fatto vedere come si usava l’aratro voltaorecchio (detto voltareccio) in ferro. Paolo Formiconi e Giovanni Garofolini hanno ripreso con la telecamera e scattato fotografie per future proiezioni. Il prossimo appuntamento sarà sabato 15 febbraio: visite guidate al mattino, conversazione con Ada Antonietti sui “Piatti delle feste” nel pomeriggio.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-01-2020 alle 10:15 sul giornale del 21 gennaio 2020 - 557 letture

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