Travolte sull'Arceviese, i legali dopo la puntata de “I Fatti Vostri”: "Si eviti di alimentare lo sciacallaggio mediatico"

3' di lettura Senigallia 17/01/2020 - A seguito della pubblicazione da parte della Vs. Testata della notizia relativa alla puntata del 16/1/2019 de “I fatti vostri”- oltre a criticare l'operato di un media televisivo che affronta un così grave fatto di cronaca senza il benché minimo contraddittorio- debbo necessariamente rilevare e precisare una serie di circostanze.

Anzitutto che, evidentemente, vi è una costante e grave fuga di notizie, che porta alla diffusione di circostanze relative alle indagini in corso non note alla difesa dell'indagato in una fase, quella delle indagini, che non è pubblica. Su questo, ovviamente, ci riserveremo ogni eventuale iniziativa. Inoltre, che sono state strumentalizzate le nostre parole riportate dai media dopo l'udienza di convalida.

Ben lungi dal richiedere perdono (a due giorni dall'incidente) il sig. Renelli, in lacrime, ha più volte ripetuto di essere distrutto per quanto accaduto, di pensare alle famiglie delle vittime e che vorrebbe incontrarle (ovviamente, secondo i loro tempi) per esprimere loro la propria assoluta disperazione. Senza pretendere in cambio nulla: né il perdono, che forse apparterrà solo a Dio, né tantomeno vantaggi processuali concordati con la difesa. Questo insinuante accenno ad una strategia difensiva così spregiudicata, volta a lucrare un vantaggio processuale dopo un frettoloso perdono, è davvero offensivo oltre che non affatto corrispondente a quanto accaduto.

Stigmatizzo, peraltro, come errato e non corrispondente al vero, il fatto che il Renelli avrebbe fornito una serie di ricostruzioni della dinamica diverse e incongruenti tra loro: non è stato lui, ma ciò compariva ab origine nel capo di imputazione provvisorio, ad affermare che l'investimento sarebbe avvenuto all'esito di una operazione di attraversamento della strada posta in essere dalle ragazze. Ciò non è da escludere, ma non è mai stato lui a riferirlo, avendo invece sin da subito raccontato di non essersi avveduto di nulla tranne aver sentito un gran rumore dovuto all’impatto che, tempo di realizzare il dubbio che potesse aver investito qualcuno, lo ha portato a fermarsi e a chiamare immediatamente il 113, senza evidentemente alcuna minima intenzione di non prestare soccorso e sottrarsi alle sue responsabilità.

Finora, il nostro contegno processuale è stato improntato a un basso profilo nel massimo rispetto della situazione dolorosa dei familiari delle povere vittime, alla leale collaborazione tra le parti, all'evitare di sollevare questioni processuali che pur sarebbero state non peregrine (quale ad esempio l'evidente incompatibilità tra il CT incaricato dalla Procura e il CT di parte, suo Direttore di Istituto) e, in sostanza, alla massima correttezza nel favorire la ricostruzione dell'accaduto attraverso le indagini. Il sig. Renelli ha perfino rinunciato alla sua possibilità di proporre riesame, per evitare strumentalizzazioni giornalistiche e ritenendo allo stato comprensibile la misura cautelare cui è sottoposto.

Auspichiamo che -per il proseguo della tristissima vicenda che vede coinvolti il sig. Renelli Massimo e i familiari delle vittime Farris Sonia e Rondina Elisa- si possa evitare di alimentare lo sciacallaggio mediatico e i “processi in tv”, ciò anche e soprattutto nel pieno rispetto delle vittime.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-01-2020 alle 11:42 sul giornale del 18 gennaio 2020 - 7420 letture

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