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comunicato stampa

"La scuola che vorrei vivere tutto l’anno", impressioni dell’Erasmus da un allievo dell’IIS Padovano

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da IIS "Bettino Padovano"
www.iispadovano.it


Creare un motore elettrico a basso impatto. Questa la sfida cui sono chiamati alcuni studenti dell’IIS «Bettino Padovano» insieme con i loro partner europei; ragazzi croati e spagnoli. A monte c’è il progetto Erasmus per la mobilità studentesca coordinato dall’Istituto di via Rosmini: il KA229 – Light my engine!.

Partito lo scorso dicembre, si prefigge la collaborazione fra materie tecniche di indirizzo e quelle dell’area comune per coagulare l’interesse degli allievi attorno a un obiettivo stimolante, capace di mobilitare le loro risorse. Un gruppo ha già svolto la prima esperienza in Croazia e l’alunno Nikolò Cioccolanti ne ha voluto scrivere.

Il suo racconto inizia con la scelta di mettersi in gioco durante le selezioni, ricordate con una certa trepidazione – «Queste occasioni sono da prendere al volo e, anche se sarai rifiutato, potrai dire di averci provato!» –, per poi ripercorrere la fase preparatoria e l’itinerario verso Durdevac, città della scuola ospite. Non mancano le impressioni destate dai coetanei, con i quali «giorno dopo giorno abbiamo fatto amicizia», dall’ambiente circostante e dagli usi locali. Complice l’atmosfera natalizia, Zagabria, con la sua aria antica e al tempo stesso innovativa, ha affascinato gli allievi che si sono sentiti parte «di un film, dove noi eravamo i protagonisti».
Ma un ruolo centrale è stato giocato dalle esperienze a più alto tasso tecnico: la visita, nella capitale croata, all’azienda Rimac e l’incontro con il prototipo di una nuova auto – «devo dire che è sorprendente vedere gli sviluppi della meccanica e dell’elettronica, che è poi il mio settore» –, quella al Museo «Nikola Tesla» e, infine, il lavoro a scuola per realizzare il progetto comune: «creare un motore per una macchina elettrica alimentata da pannelli solari». Alla scelta del nome, Arrow, «ideato da me e da altri due ragazzi», è seguita la progettazione della parte anteriore dell’auto «con un programma 3D».

In conclusione Nikolò traccia un primo bilancio del suo soggiorno in Croazia: «Cosa ho imparato in questa settimana? Tanto, ma in particolare l’utilità della lingua inglese, grazie alla quale noi ragazzi siamo diventati quasi una famiglia. E ho imparato che è importante apprendere nuove cose e studiare sui libri, ma anche aprire la mente. Ciò può voler dire impegnarsi in attività per cui un tempo non ti sentivi adatto e non è un caso che io abbia deciso di scrivere questo articolo. Insomma, oltre a essere stato benissimo, ho vissuto la scuola che vorrei vivere tutto l’anno, quella in cui sei valorizzato e che ti spinge a fare sempre meglio».





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-01-2020 alle 14:16 sul giornale del 16 gennaio 2020 - 1317 letture