Ponte 2 giugno, Mangialardi: “Riaprire il confronto e valutare l'opzione di un’opera più adeguata architettonicamente alla città”

3' di lettura Senigallia 23/10/2019 - È chiaro ed evidente a tutti come il focus riguardante il rifacimento del ponte 2 giugno attenga principalmente al tema della sicurezza fiume Misa. Su questo non ci possono essere dubbi, e anzi intendo ringraziare pubblicamente la Regione Marche, nelle figure del presidente Luca Ceriscioli e dell’assessore Angelo Sciapichetti, e il Consorzio di Bonfica, nella persona del presidente Claudio Netti.

Un grazie davvero sentito, anche perché, come dimostra questo ennesimo grande lavoro, negli ultimi cinque anni abbiamo constatato un cambio di passo significativo in Regione rispetto alla realizzazione di interventi per la messa in sicurezza del fiume, di cui lo stesso ente è l’unico titolare. Di fronte a questa opportunità, l’Amministrazione comunale aveva espresso già tempo fa una chiara indicazione: quella di realizzare un ponte carrabile, che lasciasse all’Amministrazione la possibilità di deciderne o meno l’apertura al traffico veicolare, e soprattutto a campata unica, in modo da aumentare la capacità dell’acqua grazie all’eliminazione della struttura a piloni, al fine di mitigare significativamente i rischi correlati al passaggio del fiume nel centro cittadino. Oggi, di fronte alla proposta progettuale che ho voluto venisse presentata dal Consorzio alla città durante i lavori della II commissione consiliare per evitare valutazioni banali e ingegneristicamente inesistenti, credo sia necessario riaprire una riflessione.

Molte, infatti, sono le perplessità sollevate dal progetto, a partire dallo stridente contrasto di una simile struttura composta da un arco in acciaio, ringhiere e profili zincati di bianco e dotata di illuminazione, con gli stili architettonici del nostro centro storico. Un’opera così impattante, seppur impeccabile dal punto di vista strutturale, rischia di vanificare il lavoro realizzato dall’Amministrazione comunale nel corso degli ultimi dieci sul piano edilizio e urbanistico per riqualificare il patrimonio storico-artistico e rigenerare interi quartieri, come per esempio proprio il rione Porto. Credo che di ciò tutti debbano tenerne. Detto in altri termini, se la soluzione carrabile è quella che ci è stata sottoposta, penso valga la pena riaprire il confronto su un'opera più adeguata architettonicamente alla città, prima di giungere a una decisione che sarebbe definitiva per Senigallia. Opzioni alternative non mancano e potrebbero scaturire anche dalla rinuncia a un ponte carrabile in luogo di un’opera esclusivamente ciclopedonale, che seppur senza pile in acqua permetterebbe di replicare l’attuale struttura, in perfetta armonia con il resto del centro storico. Una scelta che sarebbe, questa sì, in linea anche con la pianificazione urbanistica che da un decennio abbiamo adottato per la nostra città.

Del resto, abbiamo avuto modo di verificare come la chiusura al traffico di ponte 2 giugno nel 2016, al di là dei soliti strascichi polemici, non abbia inciso particolarmente sulla viabilità del centro storico, alle cui modifiche, peraltro, la stragrande maggioranza dei cittadini si è subito abituata. E, in aggiunta, non rappresenterebbe un problema neppure la presunta necessità di consentire il passaggio dei mezzi di sicurezza, vista la possibilità di accedere alla e dalla strada statale da entrambi i lati del Misa. Dunque, il tema che poniamo a Regione e Consorzio è esattamente questo: ferma restando la prioritaria necessità di dare risposte alla questioni inerenti la sicurezza del fiume, che siano esplorate tutte le soluzioni possibili affinché sia riprogettata un’opera che davvero non entusiasma nessuno.


da Maurizio Mangialardi
sindaco di Senigallia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-10-2019 alle 15:34 sul giornale del 24 ottobre 2019 - 3767 letture

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