Brignone: "I bimbi a scuola con la mascherina per Ale fanno lezione di vita ma la legge sui vaccini va rivista"

3' di lettura Senigallia 16/09/2019 - I compagni di Alessandro Parma, il bimbo di 8 anni che lotta da due per sconfiggere la leucemia, tornano a scuola con la mascherina in segno di solidarietà sono una lezione di vita per i grandi e dimostra come la legge sull'obbligo vaccinale vada migliorata.

La voglia di tornare ad interagire con i compagni è stata per Alessandro più forte di tutto, anche del rischio cui, essendo immunodepresso, è sottoposto e più forte dell'ostinazione di quelle 18 famiglie della Rodari che hanno insistito nel non voler vaccinare i propri figli contravvenendo all'obbligo vaccinale e mettendo a rischio la salute di Alessandro. Alessandro, dopo un trapianto di midollo donato dal papà Daniele, tante cure chemioterapiche ed una cura sperimentale cui è tuttora sottoposto, per la prima volta dopo due anni è tornato a scuola. Per lui non ci sarebbero stati problemi se tutti i bambini che frequentano la Rodari fossero stati vaccinati. Cosi non è. In 18 non lo sono (quasi tutti per scelte personali dei genitori) e questo mette a rischio la salute di Alessandro che per tornare in classe deve indossare una mascherina. La stessa mascherina che anche gli altri compagni di classe, tutti vaccinati, hanno scelto di indossare per essere come Alessandro.

“I bambini oggi hanno dato un segnale forte perchè se ti puoi permettere di non vaccinare tuo figlio è perchè altri lo hanno fatto creando l'immunità di comunità -commenta Beatrice Brignone, segretaria di Possibile e che da sempre segue la vicenda di Alessandro ed è vicina alla famiglia- il diritto di andare a scuola di Ale è lo stesso di quello dei bambini non vaccinati. Alessandro, dopo due anni praticamente in isolamento, ha bisogno di stare insieme ai compagni, di riprendere la sua vita come tutti ma non può farlo perchè ci sono bambini non vaccinati. Indossare la mascherina per lui è una violenza, gli ricorda i momenti dolorosi delle terapie e lo fa passare come pericoloso quando invece sono gli altri ad esserlo. E' davvero una cosa ingiusta”.

In questa vicenda la lezione ai grandi arriva dai più piccoli. “Tocchiamo con mano una legge sull'obbligo vaccinale giusta ma che ha dei limiti -aggiunge la Brignone- Occorre fare qualcosa, anche da un punto di vista politico. Non è giusto che passi il concetto che tanto se non rispetti le regole non succede nulla. L'ASUR infatti non ha applicato alcuna sanzione, come invece previsto dalla legge ai genitori inadempienti (chi non vaccina i propri figli secondo la legge dovrebbe essere multato fino a 500 euro ndr). E tra l'altro è inaccettabile il concetto per cui se pago posso infrangere la legge”.

Fino a ieri nelle Marche non risultata alcuna sanzione pecuniaria emessa dall'Asur Marche nei confronti di nessuna delle famiglie, di tutta le regione, che persistono nell'inadempienza verso l'obbligo vaccinale dei bambini da 0 a 16 anni.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-09-2019 alle 22:46 sul giornale del 17 settembre 2019 - 1910 letture

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