La street-art degli antichi: Diogene di Enoanda e la Jassart

5' di lettura Senigallia 25/08/2019 - Harold Roig i Gorina sabato 31 agosto alle 18 verrà dalla Catalogna per parlarci, nella sala conferenze del Raffaello Hotel, dell'opera di Diogene di Enoanda che facendo scrivere la filosofia di Epicuro su un muro a beneficio dei suoi concittadini, ha salvato la sua opera anche per noi. David Campana e i suoi colleghi della Jassart coloreranno nei giorni del festival, con le frasi di Epicuro, il sottopasso di via Mamiani. Vivere Senigallia li ha intervistati entrambi.

Vivere Senigallia: Harold, chi era Diogene di Enoanda?
Diogene di Enoanda era un ricco cittadino del secondo secolo d.C. della città di Enoanda, oggi Turchia ma nella sua epoca impero romano, che aveva praticato tutta la sua vita la filosofia epicurea. Siccome era stato molto felice essendo epicureo, quando era già anziano e gli si avvicinava la morte decise regalare ai suoi concittadini una somma della filosofia epicurea scolpita in un muro di pietra di ottanta metri di lunghezza per quattro di altezza.

Vivere Senigallia: David, che cosa è la Jassart?
David Campana: La Jassart è un associazione ricreativa e culturale attiva nel territorio marchigiano dal 2008. Nasce da un idea di MAT (Mattia Chiappa), con lo scopo di maturare l’opinione pubblica nei confronti dei Graffiti/Writing, distinguendo coloro che imbrattano da chi invece è in grado di riqualificare esteticamente l’ambiente urbano con le proprie opere. Tutto a iniziò con la prima "JASSART JAM 2008”, evento a cui hanno partecipato alcuni tra i più famosi writers e street Artist d’Italia. Attualmente la nostra associazione svolge anche attività ricreative, culturali di RIQUALIFICAZIONE e VALORIZZAZIONE dello spazio pubblico; attività di carattere educativo e padagogico e di promozione sociale.


Vivere Senigallia: Harold, cosa voleva comunicare Diogene con il suo muro?
Il messaggio di Diogene è lo stesso di quello di Epicuro. Che non si deve temere la morte, non si devono temere gli dei, che il piacere è facile da procurare ed il dolore è facile da evitare. Oltre questo messaggio (il cosiddetto «tetrafarmaco» di Epicuro), Diogene attaccò la credenza nel fato nella provvidenza divina e negli oracoli. Insomma, un invito a vivere felici senza paure assurde e credenze irrazionali.

Vivere Senigallia: David, cosa vogliono comunicare gli artisti con le loro bombolette?
I writer e gli street artist in generale, alla base, vogliono lasciare il segno del proprio passaggio. In un mondo dove tutto è uguale a tutto e l’appiattimento culturale e sociale fa da padrone, il writer parte da una “affermazione di esistenza” separando il concetto di massa dalla persona, rivalutando le singole unità di quest’ultima.
Bisogna ripartire dal "concetto di bello”, innescando quella rivoluzione artistica/estetica (e quindi culturale) che è l’unica alternativa per sopravvivere alla pressa dell’omologazione contemporanea.


Vivere Senigallia: Harold, in che condizioni i resti del lavoro di Diogene di Enoanda sono giunti fino a noi?
Purtroppo il muro di Enoanda oggi è totalmente distrutto ed i frammenti si trovano sparsi per tutta la città. Alcuni sono stati usati per costruire il suo muro difensivo, altri sono stati perduti, ma si crede che la maggioranza rimanga sotterrata. Non si sono potuti fare ancora dei lavori di scavo, ma gli esperti dicono che se fosse possibile scavare se ne troverebbero molti di più di quelli che finora sono stati trovati.

Vivere Senigallia: David, i vostri lavori per lo più sopravvivono pochi anni prima di essere coperti e poi dimenticati. Non è frustrante per voi?
I graffiti e la street art sono espressioni artistiche che nascono e si sviluppano nell’effimero della società contemporanea, quindi qualsiasi writer e/o street artist sa a priori che i propri lavori hanno “vita breve”, anche perché conta poco quanto tempo un’opera di street art rimane intatta: non è quello lo scopo. Il fine ultimo infatti è lasciare “un segno” che crei una reazione, qualsiasi reazione, a chi lo vede; anche perché nel momento in cui c’è una reazione, c’è comunicazione, c’è un messaggio, c’è vita.
D’altra parte, la persistenza nel tempo e la memoria, il ricordo, vengono comunque mantenuti grazie all'aiuto della tecnologia (foto, video).


Vivere Senigallia: Harold, cosa pensi dell'idea che l'opera di Diogene venga ripresa, in modalità molto diversa, da artisti contemporanei in un sottopassaggio pedonale di Senigallia?
Mi sembra un'idea così buona e fuori dall'abituale come quella che ebbe Diogene, e sono sicuro che egli sarebbe molto felice di vedere che millenovecento anni dopo la sua iscrizione, alcuni epicurei riprendono il suo messaggio in una forma un po' diversa ma con lo stesso scopo: chiamare tutti quelli che lo leggeranno a vivere felici e senza turbamento.

Vivere Senigallia: David, come vivete il confronto con l'opera di Diogene di Enoanda per il vostro prossimo lavoro?
Il confronto tra l’opera di Diogene e la reinterpretazione della stessa grazie ai graffiti è più che altro a livello formale nel senso che a livello di contenuto sono praticamente uguali.
L’opera di Diogene aveva aspirazioni "curative” cioè, era destinata a lenire i turbamenti di un’epoca esplicitamente percepita in sofferenza, a causa delle superstizioni e dei pregiudizi correnti.
Ecco, I graffiti e la street art concettualmente hanno lo stesso scopo.


Tutto il programma del Festival Epicureo è disponibile qui: http://epicuro.org/festival-2019/
L'inaugurazione del sottopasso di Via Mamiani è in programma per domenica 1 settembre ore 11:00.






Questa è un'intervista pubblicata il 25-08-2019 alle 23:59 sul giornale del 27 agosto 2019 - 2966 letture

In questo articolo si parla di cultura, michele pinto, intervista

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