Disabilità e giornalismo: per un linguaggio non discriminatorio, un incontro a Senigallia

2' di lettura Senigallia 20/08/2019 - Nel giornalismo, il linguaggio intorno alla disabilità è spesso datato e stigmatizzante: per una rappresentazione veritiera, c'è bisogno di guardare alla disabilità con una lente sociopolitica.

L'evento si propone di informare i giornalisti (rilascia 5 crediti), ma è aperto a tutti perché conoscere alcuni concetti sociologici legati alla disabilità è utile anche per chi fruisce delle notizie; oltre al fatto che crediamo che la concezione della disabilità come tragedia medica abbia un po' stancato tutti.

Puntiamo ad attuare un approccio molto pratico per renderlo godibile anche ai non "addetti ai lavori": quindi... partecipate numerosi!

L'evento, gratuito, si terrà il 21 settembre alle 16.00 al Palazzetto Baviera di Senigallia (AN). Durerà circa 2 ore e mezzo più eventuali domande.


Relatrici:

Benedetta Pintus: fondatrice del collettivo femminista Pasionaria.it e giornalista parte della rete GIULIA (GIornaliste Unite LIbere Autonome), che si occupa di rappresentazione della realtà lontana da stereotipi e di contrasto a un'informazione discriminante.

Maria Chiara Paolini: attivista per i diritti delle persone disabili con un background in linguistica; blogger su Witty Wheels su stereotipi riguardanti la disabilità e rappresentazione culturale della disabilità.

Elena Paolini: attivista per i diritti delle persone disabili con un background in relazioni internazionali e media; blogger su Witty Wheels su stereotipi riguardanti la disabilità e rappresentazione culturale della disabilità.


Programma:

- Breve storia del linguaggio intorno alla disabilità, e i termini accettati oggi

- L'importanza di una rappresentazione realistica nei media per la promozione dei diritti: "Niente su di noi senza di noi”

- Modello Medico vs Modello Sociale: da un approccio pietistico ai diritti civili

- Abilismo, la discriminazione sulla base della disabilità ("parente" di omobitransfobia, sessismo, razzismo...)

- Il concetto di "Inspiration porn", o porno motivazionale. La persona disabile come esempio di vita che spinge gli altri a fare meglio, e altre narrative dannose

- I crimini di odio ("hate crimes") e la rappresentazione fuorviante dei media

- Il concetto di "Institutional bias": il pregiudizio per cui è accettabile che le persone disabili siano spesso vittime di segregazione. Il termine viene usato per descrivere le leggi e i regolamenti che tengono molte persone disabili segregate in case di cura o altri ambienti separati

- Conclusioni e domande


Saranno presenti due interpreti LIS.


da Maria Chiara
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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-08-2019 alle 19:27 sul giornale del 21 agosto 2019 - 769 letture

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