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Storia e funzionamento della sigaretta elettronica

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di Redazione


La sigaretta elettronica ha cambiato le abitudini di molti fumatori: secondo uno studio pubblicato di recente, la percentuale di essi è scesa notevolmente e le sigarette elettroniche hanno aiutato 700.000 persone a smettere.

Il profilo degli utenti che sono passati alla sigaretta elettronica è piuttosto variabile ma la maggior parte sono di sesso maschile e laureati e, secondo lo studio, l'effetto novità è ormai passato lasciando largo uso come strumento vero e proprio in sostituzione alle sigarette tradizionali, con un buon 12% che utilizza liquidi senza nicotina. Il numero degli ex-fumatori è raddoppiato, e in tre anni la quota dei fumatori abituali è passata ad utilizzare le sigarette elettroniche. Per quanto riguarda gli utenti duali, le sigarette elettroniche hanno abbassato dell'80% il consumo di sigarette tradizionali. Ma dove e quando è nata questa rivoluzione?

La storia della sigaretta elettronica

  • Nel 1963, un americano di nome Herbert A. Gilbert progettò il primo design completo della sigaretta elettronica. Il dispositivo produceva vapore, diverso da quello che conosciamo oggi, e non conteneva nicotina. Sebbene il dispositivo sia stato brevettato negli Stati Uniti e malgrado l’esistenza di un prototipo, non ricevette lo stesso tipo di attenzione che ricevettero invece le sigarette elettroniche moderne e non venne pertanto prodotto su larga scala.

  • La produzione e lo sviluppo delle sigarette elettroniche non sollevarono molto clamore negli anni ‘80 e ‘90, ma nel 2001 un farmacista cinese di nome Hon Lik si dedicò alla realizzazione delle sigarette elettroniche come le conosciamo oggi. La principale differenza tra i design iniziali creati da Hon Lik e le sigarette elettroniche che utilizziamo oggi è che le primissime e-cig venivano attivate grazie ad una tecnologia ultrasonica, mentre quelle attuali vengono alimentate da una batteria. Nel 2003, Hon Lik brevvetò il suo design, che fu poi introdotto sul mercato cinese nel 2004. Al dispositivo venne inizialmente assegnato il nome “e-cigar” e in poco tempo conquistò la Cina. Altre versioni del design di Hon Lik furono sviluppate e vendute su internet negli Stati Uniti da piccole compagnie.

  • In Europa e negli Stati Uniti le voci sul successo della sigaretta elettronica favorirono la loro introduzione in entrambi i mercati prima della fine del 2007. I primi ad adottare questa tecnologia si diedero all’innovazione, con l’invenzione del cartomizzatore per opera dei fratelli Umer e Tariq Sheikh. A differenza dei design precedenti, il cartomizzatore era composto da una resistenza posta all’interno del serbatoio. Poteva essere riempito manualmente con il liquido, anziché essere sostituito da una nuova cartuccia. Questa invenzione favorì un ulteriore progresso delle sigarette elettroniche a Sistema Aperto e portò alla creazione del cleromizzatore nel 2009.

Come (e perché) funziona la sigaretta elettronica

I fattori che garantiscono l’efficacia di questo strumento riguardano sia il funzionamento che l’alto grado di personalizzazione del liquido per le sigarette elettroniche di cui ne esistono infatti tantissime varianti. Inoltre, c’è la possibilità di combattere la dipendenza dal tabagismo e dalla nicotina senza cambiare abitudini dal punto di vista della gestualità e della sensazione generale.

Il processo del suo funzionamento è semplice: all’interno del dispositivo elettronico si sviluppa energia, questa riscalda una resistenza che permette al liquido di scaldarsi. Poi, quando il liquido è caldo, viene prodotto il vapore che poi viene inalato. La sensazione per i fumatori assomiglia in tutto e per tutto a quella di una classica sigaretta, sia per quanto riguarda la gestualità, sia per quanto concerne la “fumosità” del colpo in gola e del gusto, se si usano aromi al tabacco. Per quanto riguarda invece il lato più tecnico, la sigaretta elettronica è spesso costituita da due componenti principali:

  • Batteria. Spesso e volentieri al litio e ricaricabile tramite apposito carica batterie, ha lo scopo principale di andare ad attivare la resistenza presente nell’atomizzatore per vaporizzare il liquido. Ovviamente più è grande la batteria e maggiore sarà l’autonomia, e questo dipende dal tipo di sigaretta elettronica che si decide di acquistare. Le batterie per sigarette elettroniche possono essere sia automatiche che manuali: le prime si attivano in maniera del tutto automatica con una semplice aspirazione; per poter invece abilitare le batterie manuali, invece, basta premere un piccolo tasto mentre si aspira.

  • Atomizzatore. Può essere considerato il cuore di una sigaretta elettronica. Contiene infatti al proprio interno una resistenza la quale, scaldandosi, vaporizza il liquido presente all’interno del serbatoio.



Questo è un articolo pubblicato il 23-07-2019 alle 18:59 sul giornale del 23 luglio 2019 - 370 letture