Al museo della Mezzadria concerto di Musicaparole e grande mostra di Ferruccio Ferroni

2' di lettura Senigallia 22/07/2019 - Venerdì 26 luglio, ore 21.15, la stagione si aprirà con un concerto di musica etnica eseguito dal Gruppo Musicaparole, nato nel 1990 nella Provincia di Pesaro e Urbino e formato da Maurizio Mainardi flauti, Vanni Oliva fisarmonica, Massimiliano Poderi violino, Susanna Pusineri arpa celtica e canto, Enzo Vecchiarelli chitarre e canto.

Si tratta di artisti di grande versatilità, al tempo stesso strumentisti, cantanti, attori e autori, con preparazione conservatoriale ed esperienze in diversi generi musicali e teatrali e con all’attivo numerosi dischi. Per questo concerto estivo, il numero 39 del Museo, il Gruppo ha ideato un programma che collega la musica all’ambiente (Museo e Senigallia) proponendo canti antichi non solo dell’Italia, ma di Scozia, Irlanda, ecc. Il titolo dell’esibizione è Dalla terra e … dal mare. Concerto di musiche celtiche e italiche. L’ormai tradizionale bicchiere della staffa chiuderà la serata, che si terrà anche in caso di cattivo tempo. L’ingresso è gratuito.


Dopo una settimana, e cioè venerdì 2 agosto, sempre alle 21.15, verrà proiettata una suggestiva intervista realizzata nel 2010 da Fabio Manini a una personalità di spicco della cultura senigalliese recentemente scomparsa, l’ambasciatore professore Luigi Vittorio Ferraris, coordinatore della LUAS di Senigallia e dal 1989 Presidente degli Amici del Museo di Storia della Mezzadria. Ambientato nella villa di Vaccarile, il racconto di Ferraris prende il via dalla storia della sua nobile famiglia piemontese, per poi descrivere la sua vita di diplomatico svolta in molte capitali del mondo, l’esperienza di magistrato al Consiglio di Stato e il suo impegno come docente universitario in diversi atenei italiani ed esteri.


Da venerdì 9 agosto (ore 18.30) al 15 settembre 2019 saranno in mostra oltre quaranta fotografie di Ferruccio Ferroni (Mercatello sul Metauro 1920 – Senigallia 2007) provenienti dall’Archivio privato Ferroni selezionate da Alessia Venditti, curatrice di analoga recente mostra a Roma, che ha inteso mettere a fuoco tratti salienti della sua produzione artistica, dagli esordi alle ultime opere. Nel 1954 Ferroni così descrive il suo approdo alla fotografia riassumendo la sua giovinezza segnata dalla guerra e dalla prigionia in un lager tedesco per non avere aderito alla Repubblica di Salò: “Nel 1948, dopo otto anni di dolorose esperienze, ha trovato nella fotografia la possibilità del suo completamento spirituale e di una maggiore simpatia per gli uomini e le cose”. E la fotografia lo accompagnerà anche durante il lungo esercizio dell’attività forense. Con la sua raffinata tecnica e con una sensibilità profonda Ferroni esce dai canoni tradizionali per rivendicare l’autonomia della fotografia come vera e propria arte, libera da regole e sincera espressione dell’autore.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-07-2019 alle 09:31 sul giornale del 23 luglio 2019 - 526 letture

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