Senigallia città eco-friendly: Mangialardi, "No a provvedimenti spot, noi avanti su plastica e rifiuti"

2' di lettura Senigallia 26/06/2019 - “Senigallia capitale della sostenibilità ambientale”. All'avvio del Caterraduno, dedicato quest'anno al tema della platic-free, il sindaco Maurizio Mangialardi rivendica la lungimiranza della spiaggia di velluto sulle tematiche ambientali e lancia un monito a città che, come Pesaro, hanno introdotto il divieto di fumo in spiaggia.

Un provvedimento che Senigallia proprio due mesi fa aveva studiato con attenzione e poi accantonato per via dell'impraticabilità da un punto di vista normativo e legale.

“Il divieto del fumo in spiaggia è un provvedimento molto bello, e lo farei anche domani, ma non è purtroppo un provvedimento praticabile - afferma il sindaco Mangialardi - Se si vieta di fumare in una spiaggia libera e si fanno le multe, state certi che il sanzionato farà ricorso e lo vincerà perchè l'ordinanza comunale non è suffragata da una normativa. Dico bene alla testimonianza rappresentata da Pesaro (ma anche da altre città come Rimini) però fare queste azioni velleitarie solo per dire di averle fatte non è cosa che mi appartiene. Sicuramente il divieto di fumo in spiaggia introdotto da Pesaro avrà un grande riverbero e susciterà clamore ma noi ci abbiamo riflettuto bene e abbiamo detto no. Abbiamo studiato l'eventuale provvedimento anche insieme ai consiglieri comunali e purtroppo è emerso che la cosa è al momento impraticabile”.

Ai provvedimenti “spot” sulle tematiche ambientali e salutiste, la spiaggia di velluto preferisce rispondere con i fatti. “Senigallia è sempre stata lungimirante e con una visione avanguardista, se vogliamo -ricorda il primo cittadino- adesso tutti ne parlano ma mesi fa ho firmato, tra i primissimi comuni in Italia, l'ordinanza che vieta l'uso della plastica usa e getta in spiaggia e nelle aree pubbliche. Tutti ci guardavano con diffidenza perchè dicevano che volevamo anticipare la legge europea, ma quel provvedimento si poteva fare e l'abbiamo fatto. C'era un provvedimento che ci sosteneva, abbiamo introdotto le sanzioni per i trasgressori ed è difficile fare ricorso. Siamo partiti 15 anni fa, sempre tra i primi in Italia, con la raccolta differenziata obbligatoria porta a porta e oggi siamo tra le prime città ad di sopra di un certo numero di abitanti che riesce a fare questo percorso. Volevamo dare un messaggio e da lì tutta Italia ci è venuta dietro”.






Questo è un articolo pubblicato il 26-06-2019 alle 17:05 sul giornale del 27 giugno 2019 - 1497 letture

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