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Professore, quell’Infinito da lei tanto amato, ora l’ha raggiunto

3' di lettura Senigallia 02/06/2019 - Le classi 3b, 3c, 4a e 4c del liceo Classico Perticari ricordano il professor Paolo Cingolani scomparso pochi giorni fa.

Buongiorno prof, che per come lo diceva lei in arabo avrebbero capito: buongiorno pieno di fava!

L’altra mattina sembrava una come tante, anche se grigia perché lei mancava già da un po’.

Poi, all’improvviso, la notizia che fa passare tutto in secondo piano, che piomba su di noi lasciandoci ammutoliti, completamente smarriti, che fa entrare il grigio fuori dalla finestra dentro di noi.

Prof, sembra di sentire ancora la sua voce calda e allegra, lei ci appare ancora lì, seduto sulla sua sedia in disparte, ad osservarci fra i banchi e alla lavagna, sempre pronto ad ascoltarci ed incoraggiarci.

Quando ci bloccavamo nello svolgimento di un esercizio, la parola d’ordine era sempre: sostituisci. Ma non stavolta, prof. Questa volta non è possibile sostituire per andare avanti, perché lei è insostituibile, perché incolmabile è il vuoto che ci ha lasciato e che, anzi, non è un vuoto, ma un pezzo dei nostri cuori che appartiene a lei, pieno di ricordi incancellabili.

Non dimenticheremo mai la nuvoletta di gesso che lasciava sulla cattedra alla fine dell’ora (tra l’altro, continueremo a chiederci come faceva a sporcarsi tutto).
Non dimenticheremo mai le sue fossette, né la bottiglietta d’acqua frizzante che lei beveva girandosi verso la lavagna, per pudore.
Non dimenticheremo mai il libro che puntualmente non aveva e che chiedeva a noi.
Non dimenticheremo mai la sua calligrafia, sottile e svolazzante, che spesso cercavamo d’imitare.
Non dimenticheremo mai il suono delle cinghie della sua borsa, che si sentiva dall’inizio del corridoio e da cui capivamo che Cingo stava arrivando, ma quale: il prof di matematica o il collega di fisica?
Non dimenticheremo mai le risate condivise durante le “digressioni di vita” che lei si ritagliava fra un’ora e l’altra, in cui non soltanto ridevamo delle sue disavventure universitarie, della sua ossessione per le calcolatrici d’epoca o dell’unico scudetto vinto dalla Sampdoria, ma in questi momenti lei ci donava, implicitamente, la lezione di vita che soltanto da lei potevamo apprendere.
L’eredità che ci ha lasciato è il messaggio di vivere sempre col sorriso, quel sorriso contagioso, parte di lei, che ogni mattina diventava anche nostro. Ci ha insegnato che nella vita nessuna difficoltà è insormontabile, e che bisogna vivere pienamente.
Come diceva lei: “Non sprecate tempo in cose inutili, vivete bene, perché quella parte di vita non ve la dà indietro nessuno”.

Non la dimenticheremo mai e, anzi, la ringrazieremo sempre, per tutto ciò che ci ha trasmesso con la passione e l’allegria che la caratterizzavano come insegnante di matematica e di vita.

Prof, lei ha sempre messo tutto se stesso in ciò che faceva ed è per questo che lei non è stato solo una parte del nostro percorso, ma è e sarà sempre parte di noi, una parte profonda delle nostre anime, che conserva il suo sorriso e il suo sguardo, uno sguardo capace di vedere l’infinito nelle piccole cose della realtà, lo sguardo di un’anima veramente libera.

In fondo l’aveva detto lei: “Io sono stato un uomo libero”.

L’unica cosa di cui siamo certi, oltre a quello che ci è rimasto di lei, è che quell’Infinito da lei tanto amato, ora l’ha raggiunto.

Quell’infinito che contiene tutti gli altri.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-06-2019 alle 11:20 sul giornale del 03 giugno 2019 - 6139 letture

In questo articolo si parla di attualità, Alcuni studenti del Perticari e piace a Daniele_Sole

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