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Un ricordo di Paolo Cingolani. A un amico lontano

1' di lettura Senigallia 30/05/2019 - Caro Paolo,
oggi vorrei farti sorridere. Come al solito, i filosofi si sbagliano. Quando invitano, ad esempio, a conoscere se stessi. Che di per sé significa poco, perché a ben vedere noi siamo le persone che incontriamo.

Quando veniamo al mondo, sono lo sguardo e le parole dei genitori a plasmare il nostro sguardo, il nostro linguaggio. La vita stessa è un flusso continuo di incontri, ma alcuni restano impressi nell’anima più di altri.

L’intelligenza del tuo sguardo, l’ironia delle tue parole, la generosità della tua amicizia mi hanno accompagnato fino a qui. Ora, su questa Terra che deve sopportare sempre nuove desolazioni, resta almeno il tesoro dei ricordi, che diventano parte di noi. Finché un giorno potremo riconoscerci nella trasparenza azzurra del cielo, o nelle sfaccettature di un granello di sabbia: uniti dall’Amore che non perde nulla di quanto ha creato.






Questo è un articolo pubblicato il 30-05-2019 alle 23:50 sul giornale del 01 giugno 2019 - 4497 letture

In questo articolo si parla di attualità, fabrizio chiappetti, articolo e piace a Daniele_Sole

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