Il sogno di Gianluigi Quinzi non è ancora terminato

3' di lettura Senigallia 03/05/2019 - Continuano i nostri incontri con i protagonisti dell’attività sportiva locale, in questa occasione abbiamo un ospite speciale, il tennista marchigiano Gianluigi Quinzi. Giovane promessa del tennis italiano a livello mondiale, attuale numero 173 del ranking ATP, che ci si è gentilmente concesso per raccontarci quanto ha fatto sino ad oggi, e le sue ambizioni per il futuro.

Edoardo Diamantini: Quando hai iniziato a giocare a tennis per la prima volta? E ho saputo che non praticavi solo questa disciplina nell’età della tua fanciullezza

Gianluigi Quinzi: La prima volta che ho giocato è stata quando avevo 4 anni, praticavo come hai accennato diversi sport: sci e go kart, anche a livelli abbastanza buoni! Ho dovuto poi lasciar tutto quando a 8 anni ho avuto una borsa di studio in America da Nick Bollettieri e da li è cominciata la mia carriera tennistica.

Edoardo Diamantini: Parlami del ricordo e del piacere che hai provato per la tua vittoria a Wimbledon Juniores nell’anno 2013, senza dimenticare la tua partecipazione alle Next Generation ATP Finals 2017 a Milano…

Gianluigi Quinzi: Ho bellissimi ricordi di Wimbledon, ogni partita che vincevo provavo un’emozione che non si può descrivere, ogni volta che il sento il nome di quel torneo, anche al giorno d’oggi, provo una sensazione davvero speciale: è stato il torneo più bello della mia vita. Il torneo ‘’Nextgen’’ è stato ugualmente molto bello, anche se venivo da un periodo in cui non giocavo benissimo, non avevo aspettative e non sentivo pressioni, in quanto non essendo in uno dei miei migliori periodi, mi dicevo fra me e me: ’’Vabbè, vado e vediamo come va’’. Partendo poi dalle qualificazioni, sono riuscito ad accedere alla fase finale del torneo ottenendo l’unica Wild Card che attribuivano e da li è cambiato tutto… Avevo tanta voglia di giocare con i miei coetanei (Shapovalov, Chung, Rublev nel suo girone, N.d.R.) che in passato battevo, ma siccome in quel momento erano sopra di me in classifica, la cosa mi faceva sentire un po’ triste. Sono stato comunque contento del torneo giocato.

Edoardo Diamantini: Eri e sei attualmente, nonostante il periodo condizionato dagli infortuni e altre problematiche, una delle maggiori promesse del tennis italiano a livello mondiale: ti ritieni soddisfatto complessivamente di quanto fatto fino ad oggi?

Gianluigi Quinzi: Tra i vari infortuni e altro ho fatto bene, ma non benissimo… Ho qualche rimpianto perché potevo fare meglio in questi anni, ma non mi posso lamentare.

Edoardo Diamantini: L’Italia tennistica e non solo crede ancora molto in te: come stai vivendo il tuo momento e quali i tuoi sogni ed obbiettivi principali?

Gianluigi Quinzi: Il mio sogno è vincere lo Us Open ed il mio obbiettivo è arrivare tra i primi 100 al mondo. C’è tanta gente che mi scrive e che mi cerca e questo è positivo, basta che mi cercano, positivamente o negativamente non importa! L’importante è che mi cerchino (ride, N.d.R.). Devo ringraziare la mia famiglia perché se sono arrivato fino a qui è anche grazie a loro e spero di raggiungere il mio obiettivo.


Per rileggere i primi articoli di questo viaggio nello sport senigalliese:
"Se al mare c'è passione per lo sci": https://vivere.biz/a4pY

"Tennis Tavolo: lo sport che crea comunità": https://vivere.biz/a5BU
"Motociclismo: sulle due ruote Diego Goretti si diverte molto": https://vivere.biz/a6qO








Questo è un articolo pubblicato il 03-05-2019 alle 12:11 sul giornale del 04 maggio 2019 - 4127 letture

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