Arcevia: al Teatro Misa in scena "Nuvole: da Firenze ad Assisi con la libertà nascosta nella bicicletta di Gino Bartali"

2' di lettura 02/05/2019 - Tra i Giusti di Israele nel Museo dell’Olocausto di Gerusalemme c’è anche il nome di Gino Bartali, uno dei più grandi ciclisti di tutti i tempi, vincitore di Giro d’Italia, Tour De France, ma anche campione di coraggio e corriere segreto per la libertà.

Fu lui tra il 1943 ed il 1944 a portare da Firenze ad Assisi, nascoste nel sellino della sua bicicletta, foto di rifugiati ebrei per far stampare clandestinamente documenti falsi dalla tipografia assisana di Luigi e Trento Brizi per poi riportarli a Firenze dal Vescovo Dalla Costa. Fu anche grazie al suo prezioso contributo che centinaia di ebrei si salvarono dalla deportazione nazista. Questa bellissima e poco nota pagina della recente storia d’Italia è al centro del racconto teatrale Nuvole: da Firenze ad Assisi con la libertà nascosta nella bicicletta di Bartali prodotto dall’associazione Ritmi che andrà in scena sabato 4 maggio alle ore 21,15 nel teatro Misa di Arcevia in collaborazione con la locale sezione ANPI.

L’opera è stata scritta da Paolo Mirti ed è interpretata da Stefano Venarucci con il commento musicale di Giuseppe Barbaro. Nuvole racconta le imprese del grande ciclista toscano campione della libertà, attraverso la fascinazione di un uomo che da bambino ha visto Gino Bartali correre a Nuvole, la frazione di Città di Castello nella quale Gino ha soggiornato. In particolare l’opera si sofferma sul ruolo avuto da Gino Bartali per la salvezza degli ebrei nascosti ad Assisi.

Gino Bartali fu un campione ben poco amato dal regime. Era antropologicamente il prototipo del campione antifascista, pur senza schierarsi apertamente. Era cattolico praticante e dopo la vittoria nel Tour De France del 1938 invece che ringraziare il Duce secondo quella che in quegli anni era una specie di legge non scritta dedicò il successo unicamente ai suoi tifosi. Per questo fu bandito dalle celebrazioni ufficiali del governo fascista e di ritorno da Parigi, fresco di maglia gialla, non trovò nessuno ad aspettarlo alla stazione.

Come riconoscimento per quel prestigioso successo al Tour De France Mussolini si limitò a consegnargli una semplice medaglia di bronzo dorato. Bronzo per lui che era stato l’eroi dei Pirenei, lui che nella tappa di Briancon aveva staccato la maglia gialla di ben 17 minuti. Ci voleva ben altro per abbattere quel toscano dal cuore grande e dalla lingua sferzante che seppe coltivare fino in fondo il sentimento della libertà avendo sempre il coraggio di opporsi alle ragioni della dittatura.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-05-2019 alle 09:55 sul giornale del 03 maggio 2019 - 316 letture

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