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comunicato stampa

Luciano Chiappa ai sindaci e consiglieri: "Serve una moratoria del Governo sull'implementazione del 5G"

7' di lettura
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da Luciano Chiappa

Luciano Chiappa chiede al Sindaco di Senigallia e ai Sindaci dei comuni del Misa, al Presidente della Unione dei comuni, al Presidente del Consiglio comunale di Senigallia, ai Consiglieri comunali di Senigallia una mozione rivolta al Governo per una moratoria sulle reti 5G, in base al principio di precauzione previsto dall’ordinamento giuridico europeo.

Signori sindaci, Signori presidenti, Egregi consiglieri, scrivo a voi questa lettera aperta, ai sindaci in qualità di primi responsabili della sanità pubblica e ai consiglieri comunali in quanto espressione della volontà democratica e del territorio, per esortare pubblicamente i comuni da voi rappresentati ad approvare una mozione che chieda al Governo nazionale una moratoria nella implementazione del sistema di connessioni a microonde di quinta generazione (noto come 5G) in ottemperanza al principio di precauzione così come previsto dall’ordinamento giuridico europeo; richiesta già avanzata da diversi comuni e consigli regionali.

La richiesta è più che giustificata per queste due fondamentali motivazioni:
1) le connessioni senza fili (wireless) di quinta generazione (reti 5G), così come sono oggi pensate, faranno uso per la prima volta e in modo ubiquitario anche della gamma millimetrica dello spettro delle microonde elettromagnetiche; ma a tutt’oggi non esistono studi di agenzie pubbliche, e tanto meno da parte delle aziende delle telecomunicazioni, sugli effetti biologici dell’esposizione a sorgenti reali di campi elettromagnetici artificiali, precipuamente di quelli artificiali generati dalle microonde; in particolare, per il caso italiano, le onde centimetriche e millimetriche della banda SHF che vanno da 10 cm a 10 millimetri di lunghezza e da 3GHz a 30 GHz di frequenza;
2) esistono invece numerosi studi di Istituti di ricerca e scienziati indipendenti che dimostrano ormai inconfutabilmente che l’esposizione ai campi elettromagnetici, tanto più se è esposizione a campi elettromagnetici generati da microonde ad altissima frequenza, produce effetti assai nocivi; sia termici, cioè effetti di riscaldamento dei tessuti e relative conseguenze, sia non termici, cioè effetti biologici al livello della membrana cellulare, del nucleo del DNA e sul sistema immunitario.

Quel che anzitutto va evidenziato è che le reti 5G, per funzionare (dato che le microonde ad altissime frequenze godono si di banda larga ma risentono molto degli ostacoli ambientali), hanno bisogno di punti antenne a distanza molto ravvicinata: si tratterà di installare nuovi punti in ogni angolo del territorio più o meno urbanizzato: si parla di un punto antenne ogni pochi fabbricati o singolo lampione della luce; ed ogni punto potrà contenere fino ad oltre sessanta antenne. Inoltre, una volta che in tal modo siano giunte a regime, le reti 5G comporteranno livelli localizzati di radiazioni decine di volte maggiori rispetto ai livelli generati dalle attuali reti 2G,3G,4G; nonché radiazioni molto più energetiche a causa delle altissime frequenze usate per la trasmissione del segnale, fino a venti volte più elevate delle attuali e naturalmente protratte h24. Pertanto vivremo letteralmente intrappolati entro una cupola reticolare di emissione continua di onde elettromagnetiche a frequenze millimetriche pulsate su utenze rice-trasmittenti (cellulari, automobili, elettrodomestici, negozi, telecamere di sorveglianza, insomma qualsiasi cosa). È il così detto Internet delle cose (Internet of things): miliardi di oggetti interconnessi tra loro. Le chiamano città intelligenti; ma, se la tecnologia è tale che il prezzo da pagare è la salute umana e ambientale, non vedo intelligenza, vedo deficienza al servizio della furbizia.

Gli studi dell’Istituto Ramazzini di Bologna hanno dimostrato effetti altamente nocivi per la salute umana soltanto prendendo in considerazione l’esposizione alle reti di terza generazione, note come 3G (per esemplificare i cellulari GSM), che fanno uso di frequenze fino a 900MHz. Con le reti 5G, che in Italia faranno uso di microonde millimetriche a frequenze altissime ed inesplorate fino a 26GHz, cioè 26000MHz, è inevitabile che questi effetti si manifesteranno in forme ancora più gravi ed estese, sia sul vivente umano sia sul vivente non umano. A livello internazionale centinaia di scienziati indipendenti hanno rivolto appelli ai governi e persino all’Onu perché si giunga subito ad una moratoria sul 5G finalizzata a test preliminari sugli effetti biologici di queste reti. Analoghi appelli sono stati lanciati anche da autorevoli studiosi italiani come la dott.ssa F. Belpoggi (biologa dell’Istituto Ramazzini); il dott. F. Marinelli (genetista del CNR). il prof. A.G. Levis (già ordinario di Mutagenesi Ambientale all’Università di Padova). C’è chi, come il dott. Martin Pall, giunge a conclusioni talmente allarmanti che non possono essere ignorate: «Con il 5G non soltanto si modificheranno i genomi umani, ma in conseguenza di ciò l’umanità rischierà di estinguersi». Questo è il link dello studio completo del dott. Martin Pall https://einarflydal.files.wordpress.com/2018/04/pall-to-eu-on-5g-harm-march-2018.pdf. Fondamentali riferimenti sono inoltre da rinvenire nelle posizioni assunte dall’Associazione Italiana Elettrosensibili, Presidente il dott. Paolo Orio, e nella positiva opera di sensibilizzazione sull’inquinamento elettromagnetico e sul 5G svolta dal giornalista d’inchiesta Maurizio Martucci.

In secondo luogo vi scrivo perché siate consapevoli che il destino delle reti 5G, in ultima istanza, non è nelle mani delle multinazionali o dei governi o delle authority bensì nelle vostre mani; ovvero nelle mani delle autonomie locali. Il punto di forza del 5G è anche il suo punto di debolezza. Sta a voi decidere, per mezzo di precipui strumenti amministrativi, se mettere al primo posto la sanità umana e ambientale del territorio di vostra competenza o i profitti delle corporation. Ne è riprova la decisione del Governo regionale di Bruxelles di interrompere il lancio della fase di sperimentazione del 5G, prevista per il 2020, in disaccordo con lo stesso Governo federale. Come sapete, il Mise ha già assegnato all’asta le bande pioniere del 5G. A partire dal gennaio 2020 è previsto il così detto switch-off, cioè la liberazione delle frequenze a 700MHz oggi utilizzate dal digitale terrestre per essere affidate ai rispettivi aggiudicatari delle aste 5G. Le aziende delle telecomunicazioni, e anche Istituti privati come l’ICNRP tedesco, stanno premendo sui governi per portare i limiti di intensità d’esposizione a 60V/m; quando in Italia sono fissati per legge a 6V/m.

Dunque, non c’è tempo da perdere: occorre far valere il principio di precauzione. Mi rivolgo inoltre al Sindaco, al Presidente del Consiglio e ai Consiglieri della mia città per avanzare una proposta: dato che le reti di quinta generazione non sono la semplice evoluzione delle precedenti reti, ma una tecnologia inesplorata assai più simile a modelli d’arma che a modelli di interconnessione; destinate ad incidere sul vivente, sulle dinamiche sociali e individuali e sulle stesse libertà fondamentali in forme mai conosciute prima, ricorre ampiamente il caso previsto dall’articolo 23 dello Statuto comunale perché sia convocato un apposito Consiglio Grande. Ricordo infine che nel 1991 proposi un emendamento, approvato quale comma 4 dell’articolo 2 del vigente Statuto comunale di Senigallia, che così recita: «Il Comune di Senigallia dichiara il proprio territorio zona libera da sistemi di minaccia per l’uomo e la natura». Nell’invitare tutti i comuni ad inserirlo nei propri statuti, dico agli amministratori senigalliesi: tenetelo ben presente; sappiate far uso della leva in più che il vostro Statuto comunale vi offre, e naturalmente delle leggi e di ogni strumento amministrativo azionabile in primis le ordinanze, per garantire la salute, l’integrità psicofisica e la sicurezza dei cittadini e preservare la sanità ambientale del territorio.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-04-2019 alle 22:41 sul giornale del 19 aprile 2019 - 1391 letture