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Troppo "mascolina" per essere violentata: Rifondazione Comunista, "La Cassazione rivolta la sentenza maschilista"

2' di lettura Senigallia 11/04/2019 - Troppo mascolina. Poco avvenente. E quindi è poco credibile che sia stata stuprata, più probabile che si sia inventata tutto.

È un ragionamento che già indignerebbe se ascoltato in un bar, ma che letto in una sentenza fa un effetto ancora peggiore. Per di più se a firmarla sono tre giudici donne. I fatti: tre giudici donna, scelgono, così, di assolvere in appello due giovani condannati in primo grado a cinque e tre anni per violenza sessuale. Nelle motivazioni scrivono che all'imputato principale "la ragazza neppure piaceva, tanto da averne registrato il numero di cellulare sul proprio telefonino con il nominativo "Vikingo" con allusione a una personalità tutt'altro che femminile quanto piuttosto mascolina". Poi la chiosa: "Come la fotografia presente nel fascicolo processuale appare confermare".

É accaduto ad Ancona e la Cassazione ha annullato la sentenza. Tre donne giudice che hanno incorporato il maschilismo peggiore, il più violento: il disprezzo, per non dire l'odio, per le loro simili. Accade, quando, le donne hanno interiorizzato la visione maschile del mondo, che "la vittima parla la stessa lingua dell'aggressore, trasmette la sua legge. Quanti uomini continuano a commettere violenze perché capiscono che possono restare impuniti e che nessuno si frapporrà tra loro e le donne che vogliono controllare in ogni modo, fino ad ucciderle

Quel che interessa non è il singolo caso, quel che importa è il meccanismo culturale che ha portato a una tale motivazione. Continuiamo a credere che la motivazione e la giustificazione che comporta, siano dovute a un meccanismo culturale profondo che trova sempre modi e ragioni per giustificare azioni abbiette di violenza e controllo sulle donne, i loro corpi e le loro vite. Le donne, sono quelle che in questi mesi, hanno messo in piazza, svelandolo ,un disegno repressivo e violento, contro tutte le conquiste ed i diritti acquisiti con anni di lotte, dal diritto di famiglia, al divorzio, alla legge 194, messo in atto da un governo quanto mai nemico delle donne, Il governo che vorrebbe tramutare in legge l’atroce disegno di legge di Pillon, per rendere ancora più difficili i percorsi di fuoriuscita dalla violenza non solo delle donne ma anche dei loro figli.

Le tre donne giudice, auspichiamo che si accorgano che il movimento delle donne sia il più più esteso e radicale processo di opposizione alla deriva reazionaria in atto nel nostro Paese e che le aiuti a svolgere il loro lavoro,senza la gabbia ingenerata da stereotipi di genere macisti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-04-2019 alle 09:36 sul giornale del 12 aprile 2019 - 585 letture

In questo articolo si parla di attualità, rifondazione comunista

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