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comunicato stampa

I Carabinieri in visita all’IIS ‘Bettino Padovano’

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da IIS "Bettino Padovano"
www.iispadovano.it


I Carabinieri del Comando Compagnia e Stazione di Senigallia nei giorni scorsi hanno fatto visita al nostro Istituto, l’IIS ‘Bettino Padovano’ di Senigallia. Martedì 2 e giovedì 4 aprile sono stati ascoltati da decine di studenti delle Classi IV e V dell’Istituto ai quali hanno illustrato le attività precipue dell’Arma al giorno d’oggi.

Il tema della ‘lezione’, illustrato dal Tenente Claudio Fiori comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia dei carabinieri di Senigallia e dal Brigadiere Capo Massimo Corvasce, riguardava principalmente l’Educazione alla legalità, declinata nelle sue principali attività, con uno speciale riguardo alle minacce del mondo cibernetico nella vita quotidiana e al crimine informatico.

Il Comandante Fiori (già decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare (M.D.V.M.), che vanta una vasta esperienza e ha preso parte a numerose missioni all’estero sotto l’egida di differenti Organizzazioni Internazionali, ha iniziato la sua prolusione con la proiezione di un breve video esplicativo delle principali attività dell’Arma dei Carabinieri, forza militare e di polizia (i Carabinieri sono l’unica forza di polizia facente anche parte delle forze armate), fondata nel lontano 1814 dal re Vittorio Emanuele di Savoia.

In questi 2 secoli l’Arma, il cui motto, Nei secoli fedeli, è rimasto invariato, ha diversificato la sua attività investigativa, sempre al passo con i tempi e, forte di 5500 Stazioni e 500 Compagnie, opera un controllo capillare in tutto il territorio del nostro Paese. Il ROS (Raggruppamento Operativo Speciale) è l’organo investigativo dell’Arma con competenza sulla criminalità organizzata e sul terrorismo.

Al ROS è anche affidato il compito di supportare gli altri reparti speciali dell’Arma (il Comando Carabinieri per la tutela dell’ambiente, il Comando Carabinieri per la tutela della salute, il Comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale e il Comando Carabinieri antifalsificazione monetaria); al Reggimento dei Corazzieri è affidata la protezione del Presidente del Repubblica, mentre ai Carabinieri per la Tutela delle Risorse Ambientali e Naturali è affidata la sorveglianza delle 130 riserve naturali dello Stato e dei Parchi Nazionali, laddove tutti gli operatori, in qualunque settore agiscano, ricevono un addestramento specifico per fronteggiare ogni possibile situazione.

Per offrire un esempio di situazione pratica dell’attività di routine compiuta dai Carabinieri sulla strada, il Comandante Fiori invita uno studente a sottoporsi alla prova dell’etilometro (l’apparecchio misuratore del tasso di alcol assorbito dall’organismo) e il responso della macchina è (per fortuna) negativo; a questo punto si entra nel cuore dell’argomento oggetto della conferenza: il crimine informatico.

La ‘dimensione cibernetica’, spiega il tenente Fiori, è il rapporto tra l’utente e le ‘macchine’ (software e computer) e la comunicazione, il cosiddetto cyberspace, riguarda tutto il mondo e conta miliardi di utenti. Il crimine informatico è una attività criminale condotta utilizzando internet, laddove la violazione della propria privacy (per esempio i dati personali) comporta dei danni alle persone, come il cyber bullismo, il furto di identità, lo stalking, la violazione della vita privata e dei dati personali. Una particolare categoria di dati personali è quella dei ‘dati sensibili’, cioè le informazioni idonee a rivelare l’origine razziale ed etnica delle persone, le loro convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale. Sono dati sensibili anche tutte le informazioni attinenti alle malattie registrate sui certificati medici, ogni informazione relativa a pratiche religiose, come la partecipazione a gruppi di preghiera, l’adesione a partiti politici o sindacati, ecc.

Gli strumenti utilizzati per carpire queste informazioni e ‘profanare’ la vita privata delle persone sono molteplici e il tenente Fiori si sofferma sullo sniffer e sullo spoofing: gli sniffer (in Inglese: ‘odorare’) che intercettano i singoli ‘pacchetti dati’ che transitano all’interno di una rete in un determinato momento e li ‘smembrano’, andando a decodificare le varie parti di cui sono composti: analizzando le varie intestazioni a livello datalink (cioè la connessione tra una stazione e un'altra al fine di trasmettere e ricevere segnali digitali) rete, trasporto e applicativo, gli sniffer sono in grado di recuperare informazioni di ogni tipo sulla comunicazione in atto tra due o più nodi della rete: dalla tipologia di dati scambiati, sino alle password per accedere alla rete Wi-Fi o, addirittura, le credenziali per l’accesso ai vari servizi web, mentre lo spoofing (in Inglese: ‘imbroglio’) consiste nell’imbrogliare qualcuno facendogli credere di essere qualcun altro. Altre tecniche usate sono quelle definite ‘psicologiche’, che carpiscono la buona fede della persona intercettata; i malware (programmi, documenti o messaggi di posta elettronica in grado di apportare danni a un sistema informatico, o i virus (troian, worm) che ‘infettano’ il computer.

La battaglia contro i crimini informatici, conclude il tenente Fiori, deve necessariamente passare attraverso una armonica collaborazione a livello internazionale, dato che tutti gli sforzi che, in questo campo, vengono compiuti dai singoli Paesi a livello nazionale, devono trovare una loro espressione anche a livello comunitario (e oltre), anche se la situazione è resa oltremodo complessa dalla particolare caratteristica di ‘extraterritorialità’ delle nuove reti telematiche, dato che i reati compiuti a mezzo informatico sono spesso slegati dal territorio e dunque diventa particolarmente difficile riuscire a punire il reato senza una normativa comune ed omogenea tra i vari Stati. Infatti, benché l’Italia sia dotata di un buon apparato legislativo nei confronti dei cyber crimes, è necessario che tutti i provvedimenti in questione possano poter essere applicati al di là dei propri confini nazionali, altrimenti si rischia di rendere inutili tutti gli sforzi posti in essere dalle Forze dell’Ordine per contrastarli.

L’ultima considerazione riguarda, in particolar modo i giovani (come gli studenti cui era rivolta la conferenza) notoriamente grandi frequentatori dei social media conclude il tenente Fiori (come Facebook, Instagram, Twitter, Linkedin, Google, ecc.), che si affacciano al mondo di internet: ai fini di una graduale riduzione del crimine informatico sarebbe opportuno formare una nuova ‘cultura informatica,’ che sappia sensibilizzare l’utenza sui rischi che è possibile correre attraverso un incauto utilizzo delle nuove tecnologie legate all’informatica ed alla telematica.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-04-2019 alle 10:29 sul giornale del 10 aprile 2019 - 690 letture