La proposta di legge contro bullismo, cyberbullismo ed hate speech è realtà

5' di lettura Senigallia 06/04/2019 - Diffamazione online, stalking, diffusione di materiale pedopornografico, commenti sotto forma di minaccia: sono solo alcuni degli aspetti oscuri che può assumere il cyberbullismo e l’hate speech, fenomeni in costante crescita in Italia e che «CyberIncluding», giunto ormai al termine, ha contrastato attivamente con la realizzazione di una proposta di legge formulata da giovani studenti marchigiani insieme all’aiuto dei politici che hanno accettato di partecipare. Le tematiche coinvolte sono tre: bullismo, cyberbullismo ed hate speech (incitamento all’odio).

Nella tre giorni del meeting finale del progetto, hanno lavorato fianco a fianco o tramite Skype con i ragazzi diversi decisori politici, come la deputata Alessia Morani (PD) e il deputato Roberto Rossini (M5S), le senatrici e il senatore Grazia D’Angelo (M5S), Barbara Floridia (M5S) e Sergio Romagnoli (M5S), l’ex senatrice Silvana Amati (PD). Da questo dialogo, è nata la possibilità da parte di Floridia (7ª Commissione Istruzione pubblica, beni culturali) di un’audizione diretta in Senato per la presentazione della proposta di legge da parte degli stessi ragazzi coinvolti.

Dopo la nomina dei membri della Commissione Legislativa, i decisori politici e la delegazione di giovani per ogni scuola e gruppo coinvolti hanno discusso insieme articoli ed emendamenti, fino alla definizione del testo finale che contrasti bullismo, cyberbullismo ed hate speech. Ora la proposta di legge è realtà, e verrà presentata in Parlamento per essere discussa e approvata. Una iniziativa innovativa in Europa (solo la Germania, in tutta l’Unione Europea, ha approvato una legge sui tre temi nell’ottobre 2017), che dovrebbe permettere all’Italia di proporsi come uno dei Paesi leader nella lotta contro i fenomeni.

«Il progetto – spiega Claudia Santoni, presidente Osservatorio di Genere – nasce dall’idea di far dialogare i giovani con i decisori politici, sui fenomeni collegati a bullismo, cyberbullismo e hate speech, con particolare attenzione a quest’ultima tematica che abbiamo voluto introdurre come nuovo tema per attenzionarlo rispetto alla normativa già esistente. Speriamo che questa proposta di legge venga accolta».

«Come Comune – aggiunge Simonetta Bucari, assessora all’istruzione –, è un piacere ospitare i ragazzi della nostra regione: penso che questa sia una grande possibilità data alle nostre scuole di poter essere protagonisti su un tema che li interessa in prima persona. Il problema del cyberbullismo, della cultura del rispetto, nelle nostre scuole ormai da molti anni stiamo lavorando su progetti di educazione al rispetto dell’altro. A volte compiamo un errore: siamo noi adulti che proponiamo azioni e percorsi, mentre questo progetto parte dai ragazzi».

«Un’esperienza stimolante – commenta Rossini – i ragazzi sono molto coinvolti, hanno partecipato attivamente all’interno di ogni gruppo e ci sono state molte domande. Quest’iniziativa è importante perché ad aiutare l’iter legislativo sono gli stessi ragazzi, che nel mentre vengono sensibilizzati sul tema. Spero che nascano altre iniziative del genere».

«Sono venuta molto volentieri – aggiunge Amati –, lo scambio delle esperienze è alla base della conoscenza. Sono qui anche perché nella passata legislatura il Senato ha proposto la legge n. 71/2017, approvata poi dallo Stato, la prima legge italiana sul cyberbullismo. Ci siamo quindi dati reciprocamente suggerimenti: da una parte chi come noi ha fatto la precedente normativa, e dall’altra chi vive in un ambiente scolastico a volte considerato insicuro».

«Un’esperienza bellissima – dice Romagnoli –, per la quale ho coinvolto sia Barbara Floridia, della Commissione Istruzione del Senato, sia Fabio Massimo Castaldo, vicepresidente del Parlamento Europeo. Sono rimasti esaltati perché i ragazzi scrivono di loro mano una proposta di legge e la mettono a disposizione dei legislatori del Senato e della Camera, questo è uno step che farà la differenza. Prendere in esame le cose vissute e affrontate da noi adulti è importante, ma sicuramente una legge che parta dai ragazzi è una novità interessantissima».

«Una giornata utile e istruttiva – conclude Morani – tornare a scuola per apprende e imparare dai consigli degli studenti. Credo sia stata una giornata molto utile e quello che i ragazzi hanno fatto con gli insegnanti sarà molto importante per noi legislatori per il proseguo del lavoro».

Il progetto è stato cofinanziato dal programma Erasmus+ Gioventù dell’Unione europea (Azione 3 Dialogo fra giovani e decisori politici) ed è nato dall’associazione culturale Osservatorio di Genere, in collaborazione con l’associazione giovanile Vicolocorto di Pesaro. «CyberIncluding» ha inoltre ottenuto il patrocinio dell’Assemblea Legislativa delle Marche e dell'Ombudsman delle Marche.

Sono stati coinvolti attivamente nel progetto circa 300 ragazzi tra i 16 e i 20 anni di tutta la regione e di ogni provincia, ma al questionario realizzato dai ragazzi in prima persona, e finalizzato a comprendere i dati reali del fenomeno, hanno risposto ben 1.530 partecipanti da tutta Italia: sebbene la stragrande maggioranza dei soggetti coinvolti siano marchigiani, non sono mancate risposte da Comuni come Ferrara, Forlì, Martinsicuro e molti altri. Il progetto ha anche dato la possibilità ai ragazzi di far sentire la propria voce e di raccontare le proprie esperienze sul tema, oltre che di far parte di un percorso importante e unico nel suo genere.

A partecipare, l’Ite Gentili di Macerata, l’Iis Mazzocchi – Umberto I di Ascoli Piceno, l’Itet Carducci – Galilei di Fermo, il liceo scientifico e linguistico Medi di Senigallia, il liceo classico Perticari di Senigallia, il liceo scientifico Marconi di Pesaro e i Rover dell’associazione scout Cngei, sezione di Pesaro.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-04-2019 alle 17:11 sul giornale del 08 aprile 2019 - 1350 letture

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