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Al cinema Gabbiano "Tintoretto - un ribelle a Venezia"

3' di lettura Senigallia 22/02/2019 - Un nuovo, suggestivo capitolo della grande arte al cinema è quello realizzato per celebrare degnamente il cinquecentesimo anniversario dalla nascita di Tintoretto, indubbiamente uno dei più grandi pittori europei del XVI secolo.

Questa intrigante produzione destinata alla distribuzione nelle grandi sale solamente per tre giorni – dal 25 al 27 febbraio – è stata ideata e sceneggiata da un premio Strega della letteratura, Melania Mazzucco, e può inoltre avvalersi della partecipazione straordinaria di un grande artista come Peter Greenaway, mentre nel ruolo di voce narrante è stato scelto Stefano Accorsi. Tintoretto – Un ribelle a Venezia, titolo di questa pellicola, rappresenta immediatamente un elemento importante della biografia del pittore lagunare: Jacopo Robusti (1519-1594), questo il suo nome all’anagrafe, era figlio di un tintore, da cui il suo nome d’arte, e fu l’unico grande pittore del Rinascimento a non aver mai abbandonato Venezia, nemmeno negli anni della peste. Il film permetterà allo spettatore di immergersi in pieno Rinascimento, un periodo culturalmente ricchissimo, visitando alcuni dei luoghi iconici che più conservano la memoria dell’artista: da Palazzo Ducale all’Archivio di Stato, da Piazza San Marco alla Scuola Grande di San Rocco, definita ancora oggi la sua Cappella Sistina.

La crescita del Tintoretto - pittore straordinario, mutevole e cangiante, istintivo e appassionato – verrà così percorsa interamente, dai primi anni della sua formazione artistica all’affascinante fase della formazione della sua bottega a Cannaregio, fino agli ultimi anni e alla morte. In questo sviluppo troverà spazio il confronto con altri due giganti della pittura come Tiziano e Veronese, all’epoca eterni rivali di Tintoretto. Il docufilm su Tintoretto ci mostrerà un artista spregiudicato e inquieto, caratterizzato da un’infinita voglia di indipendenza e un amore assoluto per la libertà, alle prese con un’epoca in cui la Serenissima da un lato confermò il suo dominio marittimo diventando uno dei porti mercantili più potenti d’Europa, e dall’altro affrontò quella drammatica peste che dal 1575 al 1577 sterminò gran parte della popolazione, lasciando un segno indelebile nella Laguna. E proprio durante la peste che Tintoretto decise di restare a Venezia, in una città deserta, cupa e spettrale, con i cadaveri degli appestati lungo i canali, per produrre alcuni dei suoi più grandi capolavori e soprattutto creare il suo ciclo più importante: i dipinti della Scuola Grande di San Rocco. Nessuno all’epoca, nemmeno Michelangelo nella Cappella Sistina, poteva vantare di aver firmato ogni dipinto all’interno di un edificio.

Ad accompagnare lo spettatore saranno come sempre numerosi storici dell’arte – tra i quali Frederick Ilchman, curatore della mostra “Tintoretto 1519-1594” di Palazzo Ducale – ma anche le restauratrici Sabina Vedovello e Irene Zuliani, impegnate nel restauro delle Due Marie di Tintoretto. Il documentario racconterà infatti anche il restauro da parte di una squadra italiana dei due capolavori dell’artista “Maria in meditazione” e “Maria in lettura”, in procinto di essere esposti all’interno della imminente mostra monografica di Tintoretto alla National Gallery of Art di Washington (da marzo a luglio 2019). Gli spettacoli sono in programma alle ore 21.15 di lunedì 25 e martedì 26 febbraio, nonché alle ore 18.30 di mercoledì 27. Come sempre, ricordiamo a chi voglia evitare file che il biglietto è acquistabile in qualsiasi momento anche online attraverso il sito www.cinemagabbiano.it.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-02-2019 alle 15:35 sul giornale del 23 febbraio 2019 - 459 letture

In questo articolo si parla di cinema, cinema gabbiano, senigallia, spettacoli

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